Il gravissimo crollo della Casa dei Gladiatori verificatosi a Pompei, che ha avuto eco su tutta la stampa nazionale e internazionale, riempie tutti di sgomento e di vergogna per lo stato dei beni culturali in Italia. E' evidente che i motivi non possono essere ricondotti alle condizioni atmosferiche dovremmo avere tutti resti archeologici rasi al suolo- o ai tecnici, a cui si deve la conservazione dei siti antichi fino ad oggi. Infatti, pur operando tra mille difficoltà e lacci e lacciuoli di ogni tipo, gli archeologi riescono ad assicurare un decente grado di tutela per la conoscenza e la competenza nel settore. Ma quando l'azione dei tecnici viene meno e si preferisce spendere ingenti somme in "effetti speciali" o riportare alla luce nuove strutture invece che investire in manutenzione ordinaria, come sta succedendo a Pompei, gli effetti sono evidenti e devastanti, dato che le somme spese sono ingenti, erogate in deroga a numerosi articoli del Codice dei Beni Culturali, come da specifica ordinanza, ma non per la manutenzione programmata, che è essenziale per una tutela ottimale. Giova ricordare che il sito di Pompei è sotto gestione commissariale dal 2008 e che già dal 2006 il bilancio della soprintendenza autonoma viene sottoposto a prelievi forzosi e molto sostanziosi (30 milioni di euro in quell'anno) che vengono destinati dal Ministero a obiettivi del tutto diversi. Peraltro la forma di gestione della soprintendenza di Pompei che gode di autonomia gestionale e contabile, come quella di Roma, e che dovrebbe essere estesa a tutte le soprintendenze, ecco la vera riforma da farsi, fa sì che nelle sue casse, per effetto delle entrate dei biglietti, siano introitate ingenti cifre che permetterebbero una ottimale conservazione del sito, se correttamente reinvestite. Questa Associazione, stigmatizzando le gravi dichiarazioni contro i tecnici del Ministro per i Beni e le Attività culturali, Sen. Bondi, ritiene che sia urgente l'eliminazione delle gestioni commissariali, restituendo ai tecnici delle Soprintendenze le loro competenze per svolgere l'azione di costante tutela e monitoraggio che questi hanno sempre condotto, sottolineando che soprattutto in tempi di crisi l'investimento in cultura fa da volano all'economia del settore. Roma, 7112010 ASSOTECNICI Per informazioni: 3288941024
ASSO TECNICI - COMUNICATO STAMPA
Il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei ha sollevato preoccupazioni per lo stato dei beni culturali in Italia. La causa del crollo è attribuita alla mancanza di manutenzione ordinaria e all'investimento in "effetti speciali" piuttosto che in lavori di conservazione. Il sito di Pompei è sotto gestione commissariale dal 2008 e il bilancio della soprintendenza autonoma viene sottoposto a prelievi forzosi. L'Associazione chiede l'eliminazione delle gestioni commissariali e la restituzione delle competenze ai tecnici delle Soprintendenze per garantire una tutela ottimale del sito. La mancanza di investimenti in cultura può avere effetti negativi sull'economia del settore.
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Bene culturale
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