In Italia di cultura si rischia anche di morire! Il crollo della "domus dei gladiatori" a Pompei ripropone in tutta la sua drammaticità lo stato di degrado nel quale versano i Beni Culturali nel Paese e, in particolare, nella nostra Provincia. La fp Cgil di Napoli ha ripetutamente denunciato come anni di incuria, l'avvicendarsi di Commissariamenti dediti ad operazioni di puro maquillage, le nomine di Soprintendenti "ad interim" e quindi inadeguati a perseguire un progetto di recupero complessivo del sito archeologico di Pompei, i tagli alla cultura apportati in maniera draconiana dal Ministro dell'Economia, quelli al personale ridotto ormai al lumicino, sono alla base del disastro "annunciato" di Pompei. Lacrime di coccodrillo dunque quelle del Ministro Bondi che invoca le risorse necessarie per provvedere a quella manutenzione indispensabile per la tutela e la conservazione di questo immenso patrimonio, quando per anni sono stati persi una quantità di fondi, non utilizzati o dirottati altrove, impedendo così l'avvio delle procedure per il restauro. Per questo più che mai ci sentiamo di sottoscrivere in pieno le parole del Presidente Napolitano che definisce il crollo di Pompei una "vergogna nazionale". Per questo chiediamo che vengano effettuate tutte le indagini del caso al fine di individuare ogni responsabilità prossima e remota di quanto accaduto. Così come esigiamo una immediata verifica statica di tutte le costruzioni del complesso monumentale perché solo per un caso fortuito il crollo non ha coinvolto personale di vigilanza (nella Domus era installato un orologio marcatempo) o occasionali visitatori. Non vorremmo arrivare infatti al funesto paradosso che se, come sostiene Tremonti, con la "cultura non si mangia", di cultura si possa invece morire. Napoli, 8.11.2010 Il Segretario Generale Salvatore Massimo Il Resp. Comparto Ministeri Gaetano Placido Il Coord. Scavi di Pompei Ciro Mariano Il sacco dei beni culturali e la Campania Un Ministro che tutto ha fatto tranne il ministero della cultura,contraddistintosi solo per i tagli del personale(ormai ridottosi a lumicino),e per i fondi che ormai non bastano nemmeno per pagare l'ordinario. A questo scempio non è sfuggita la Campania,territorio di conquiste e di commissariamenti.In due anni si sono succeduti tre direttori regionali,tre Soprintendenti alla speciale archeologica Napoli-Pompei,si prepari il quarto, ed in tutte le Soprintendenze locali campane,un valzer di Soprintendenti,nessuno locale(e non per campanilismo)e molti con doppio incarico e lontani dal territorio Un quadro avvilente,e se a questo aggiungiamo le vicende dei tagli ai musei appartenenti agli enti locali,dovuto dall'inerte Regione Campania e la cattiva programmazione degli interventi di restauro,la vicenda del crollo agli scavi di Pompei,non è altro che la cronaca di una morte annunciata che da tanto tempo come CGIL denunciamo a tutti i livelli istituzionali. Segretario regionale funzione Pubblica Amedeo Baittimer coordinamento regionale Beni Culturali Pasquale Totaro
Pompei. Comunicati della CGIL FP
Il crollo della "Domus dei gladiatori" a Pompei è stato definito una "vergogna nazionale" dal Presidente Napolitano. La fp Cgil di Napoli ha denunciato anni di incuria e mancanza di risorse per il recupero del sito archeologico. Il Ministro dell'Economia ha tagliato la cultura e ridotto il personale. La Regione Campania ha anche contribuito con la cattiva programmazione degli interventi di restauro. Il crollo è stato causato da una combinazione di fattori, tra cui la mancanza di fondi e personale. La CGIL chiede indagini sul caso e una verifica statica delle costruzioni del complesso monumentale.
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