ROMA - Le critiche ai Beni culturali sono un diluvio e quando anche il segretario generale del ministero rivela che la manutenzione ordinaria, a Pompei e altrove, «non si fa almeno da cinquantanni», lopposizione chiede la testa del ministro Sandro Bondi. «Anche per Bondi è lora della vergogna», dice Guglielmo Vaccaro, deputato del Pd, «con il crollo della Domus dei gladiatori crolla definitivamente la sua credibilità. Poche settimane fa in conferenza stampa ci aveva detto che a Pompei tutto era a posto». Matteo Orfini, Pd: «Basta con questa gestione dilettante». Con il segretario Pier Luigi Bersani che chiosa: «Napolitano esprime il nostro pensiero». Sul crollo a Pompei interviene lex ministro Walter Veltroni e dice: «È lennesima prova del disinteresse del governo per la cultura. Durante il primo governo Prodi raddoppiammo gli investimenti per questo settore». Francesco Rutelli, leader di Alleanza per lItalia: «Tremonti non si rende conto di quanto lItalia pagherà i tagli sconsiderati ai finanziamenti per la tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico. Sono ferite mortali allimmagine dellItalia e al fatturato turistico nazionale». Infine lAssociazione archeologi: «Nel settore dei Beni culturali alla politica delle emergenze e degli effetti speciali, finora attuata dal governo, si sostituisca una politica della prevenzione».