Lex commissario Fiori governa di fatto ancora il sito. Una mancanza di responsabilità, secondo indiscrezioni, voluta ad arte POMPEI - Ad accorgersi del crollo è stato un custode che ha fatto il giro di via dellAbbondanza, come ogni giorno. Quando ha capito che la Casa dei Gladiatori non cera più, è corso in soprintendenza e ha cercato di contattare un funzionario archeologo di quelli che di sabato di solito sono di turno. Non ha trovato nessuno. A un certo punto è arrivata larcheologa di Boscoreale Grete Stefani, in attesa dellarrivo del direttore Antonio Varone, che veniva da Vietri sul Mare. Ma sul posto tra i primi ad arrivare cera Nicola Mercurio, dello staff di Fiori finché era commissario, ma ancora prima collaboratore del sottosegretario Nicola Cosentino. Non si trovava invece Jeannette Papadopoulos, soprintendente nominata a ottobre, che vive a Roma. Larcheologa stessa ha annunciato che andrà via a dicembre, anche lei in pensione come chi lha preceduta a capo di Pompei, Giuseppe Proietti (che ha ricoperto due mandati), e chi ha a sua volta preceduto lui, e cioè Rosaria Salvatore. Nel frattempo, è diventato un pensionato anche il direttore generale per le antichità del Mibac, Stefano De Caro, pompeiano doc che non ha mai ricoperto una carica nella soprintendenza degli Scavi, se non nei primi anni Ottanta, quando soprintendente era Baldassarre Conticello. Larea archeologica, che fino al 30 giugno scorso era commissariata da Marcello Fiori, braccio destro di Bertolaso e uomo chiave della Protezione civile, ha oggi soltanto un direttore, Antonio Varone. Ma in realtà la struttura commissariale, si dice in soprintendenza, non sarebbe stata del tutto smontata, anzi a San Paolino presso le cui case demaniali sono stati trasferiti alcuni uffici della soprintendenza, lavorerebbero ancora persone come quel Nicola Mercurio, prontamente accorso sul posto del crollo ieri mattina. Fiori, da direttore generale del ministero con delega su Pompei, governerebbe di fatto ancora gli Scavi, pur non avendo più la carica di commissario. Un vuoto di potere che avrebbe un motivo, secondo indiscrezioni. Una mancanza di responsabilità creata se non ad arte, poco ci manca. Basta guardarsi intorno a Pompei: ovunque sono state collocate transenne in metallo che recano la scritta "Pompei Viva", e lo stesso per una presentissima segnaletica. Una sorta di anticipazione di quella che dovrebbe essere la fondazione che si occuperà delle sorti di Pompei nel futuro. Esautorando soprintendenti e direttori. (s.cer.)