Su piazza Minghetti scoppia la guerra degli architetti. Mentre il riordino dellangolo chic di Bologna affidato a Glauco Gresleri e a Mario Cucinella ha già avuto lok del Comune, larchitetto Piero DallOcca rivendica la paternità dellintervento a partire dal motto ispiratore «togliere prima di aggiungere». «Il progetto per la riqualificazione di piazza Minghetti lavevo presentato io per primo, in maggio, a Comune e Soprintendenza», dice DallOcca. «Quel progetto me lhanno "soffiato" - attacca DallOcca - io avevo prodotto un ampio dossier, che prevedeva anche laffioramento dellacqua del torrente Aposa durante la notte». Mario Cucinella, in questi giorni a Gerusalemme, non presta il fianco alle polemiche. «Il nostro intervento sfiora la definizione di pulizia della piazza - spiega il progettista delle "Gocce" - è unoperazione di riordino molto minimale, non abbiamo "copiato" da nessuno». DallOcca però non ci sta. «Lidea del minimalismo, di togliere prima di aggiungere, sembra una citazione dal mio elaborato, con foto storiche e planimetrie, che ho consegnato in Comune e mostrato alla Soprintendenza e alle Fondazioni - dice larchitetto, che ha curato la riqualificazione di piazza Calderini - . Mi delude molto questo epilogo, io mi sono mosso per una nuova sistemazione e adesso affidano tutto ad altri». Cucinella getta acqua sul fuoco: «Certo, quando si mettono le mani su una pavimentazione non si parla di idee così originali da ottenere il copyright, comunque noi lAposa lo lasceremo tranquillo. Tra professionisti non bisogna farsi la guerra, DallOcca lo dica al Comune che ha commissionato il lavoro, non a me». Una sfida tra lucidi e rendering, in un settore abituato alle rivalità. Consapevoli che, prima di mettersi daccordo sulla paternità di unopera, «è più facile che Minghetti si metta il cappello», come direbbero i bolognesi «doc».