(ASCA) - Roma, 6 nov - "Allo stato degli accertamenti appena svolti, il dissesto che ha provocato il crollo parrebbe imputabile ad uno smottamento provocato del terrapieno che si trova a ridosso della costruzione e che per effetto delle abbondanti piogge di questi giorni era completamente imbibito d'acqua". Lo chiarisce il segretario generale del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, Roberto Cecchi, dopo il crollo, questa mattina, della "Domus dei gladiatori", a Pompei. Il crollo del tetto, spiega Cecchi, "ha determinato la distruzione di parte delle murature, della facciata e dello spigolo dell'abitazione nell'insula adiacente. Si e' provveduto a chiudere al pubblico un breve tratto di Via dell'Abbondanza in corrispondenza del crollo, poiche' le macerie ostruiscono parzialmente la via, e a puntellare alcune strutture pericolanti". "Questo ennesimo caso di dissesto - evidenzia - ripropone il tema della tutela del patrimonio culturale e quindi della necessita' di disporre di risorse adeguate e di provvedere a quella manutenzione ordinaria che non facciamo piu' da almeno mezzo secolo.La cura di un patrimonio delle dimensioni di quello di Pompei e di quello nazionale non lo si puo' affidare ad interventi episodici ed eclatanti. La soluzione e' la cura quotidiana, come si e' iniziato a fare per l'area archeologica centrale di Roma e per la stessa Pompei". res-mapsamss