TORINO Il museo Egizio di Torino, che con i suoi 50mila reperti è secondo solo a quello del Cairo, è diventato Fondazione. La trasformazione, avviata nel 2001, si è completata ieri nel Palazzo Reale del capoluogo piemontese, dove il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, il presidente della Regione, Enzo Ghigo, quello della Provincia torinese, Antonio Saitta, quello della Compagnia di San Paolo, Franzo Grande Stevens, quello della Fondazione Cassa di risparmio di Torino, Andrea Comba, e il sindaco Sergio Chiamparino hanno firmato lo statuto della neonata Fondazione. La prima volta. Si tratta della prima volta che un museo statale sperimenta una nuova formula dì gestione in cui, tra l'altro, sia presente una parte privata. Alla Fondazione, che non ha scopo di lucro e avrà una durata di trent'anni, viene, infatti, conferito dal ministero dei Beni culturali l'uso della collezione del museo Egizio, oltre alle risorse finanziarie che via del Collegio Romano ha sempre assicurato. Le altre componenti, sia pubbliche sia private, in prima istanza interverranno con un contributo per far fronte alle spese ordinarie. La Compagnia Sari Paolo ha, però, già messo a disposizione come ha spiegato Grande Stevens 25 milioni di euro per la ristrutturazione della sede del museo. Sede che crescerà perché ha annunciato Ghigo la Regione ha concluso la trattativa con il Demanio per liberare parte di Palazzo Reale, dove si trasferirà la Galleria, che ora si trova nel Palazzo di via Accademia delle Scienze insieme all'Egizio, consentendo così a quest'ultimo di espandersi e di mostrare anche la parte di collezione ora non esposta. Gli obiettivi. Rendere più efficiente la gestione del museo, consentendogli di avere più appeal nei confronti del pubblico. Sono queste le finalità della Fondazione. In altre parole, valorizzare il luogo d'arte, sapendo che alla tutela continuerà a provvedere secondo una distinzione di competenze sancita dal Codice dei beni culturali, entrato in vigore il primo maggio scorso lo Stato, attraverso la soprintendenza. Distinzione di funzioni che il consiglio di amministrazione riflette. Presidente è stato nominato Alain Elkann, consulente del ministro Urbani, mentre i consiglieri sono Mario Turetta e Sergio Zoppi in rappresentanza del ministero, Alberto Nicolello per la Regione, Antonio Saitta per la Provincia, Fiorenzo Alfieri per il Comune, Piero Castaido e Carlo Callieri per la Compagnia San Paolo e Andrea Comba per Crt I commenti. «È una giornata storica nell'ambito della valorizzazione del patrimonio storico», ha commentato Urbani, sottolineando che la nascita della Fondazione è «un'innovazione ricchissima di potenzialità». Il ministro ha insistito sul carattere sperimentale della Fondazione, nel senso che si tratta di una novità cercata per anni, ma «che solo il Codice ha reso possibile», consentendo l'ingresso dei privati anche nella gestione dei luoghi d'arte. Esperimento che non si fermerà all'Egizio, ma in futuro riguarderà altri musei. Il prossimo sarà quelle delle navi antiche di Pisa. Sulle potenzialità del Codice si è soffermato anche Ghigo, mentre Chiamparino ha definito Torino una «città laboratorio», ricordando come la questione dell'Egizio sia nata dal dibattito sullo spostamento della sede del museo e poi si sia focalizzato sulla forma di gestione più appropriata. II papiro di Artemidoro. La neonata Fondazione dell'Egizio può contare su un nuovo reperto. Si tratta del papiro di Artemidoro, che la Compagnia di San Paolo ha donato ieri in comodato gratuito al museo torinese. Il papiro, ora in fase dì restauro e che nel 2005 sarà esposto al pubblico, rappresenta un prezioso documento che, probabilmente, risale al primo secolo avanti Cristo e contiene testi e disegni, tra cui una carta geografica della penisola iberica.
Museo egizio, entra in gioco la Fondazione
Il museo Egizio di Torino è diventato Fondazione. La trasformazione è stata avviata nel 2001 e si è completata ieri con la firma dello statuto della Fondazione. La Fondazione non ha scopo di lucro e avrà una durata di trent'anni. La collezione del museo Egizio e le risorse finanziarie vengono conferite dal ministero dei Beni culturali. Le altre componenti, sia pubbliche sia private, interverranno con un contributo per far fronte alle spese ordinarie. La Compagnia di San Paolo ha messo a disposizione 25 milioni di euro per la ristrutturazione della sede del museo.
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