Poi toccherà alla Cisterna Magna, al Palatium imperiale alla cinta muraria e al verde esterno Presentato il progetto da quindici milioni per ricostruire in quattro anni i palazzi simbolo dellimperatore. "Diventerà una meta turistica" Nella prima fase il restauro dei Casoni angioni: troveranno posto i mosaici di san Giusto Rinasce la Fortezza di Lucera. La storica fortificazione della città foggiana subirà un lungo e delicato intervento di riqualificazione. Il restauro dellantico insediamento di Federico II sarà completato nel giro dei prossimi 4 anni. Ma anche nel corso degli interventi la Fortezza ospiterà mostre ed eventi culturali. Solo nel 2014 questo luogo straordinariamente simbolico per lidentità europea riaffiorerà dal suo splendente passato. Difficile immaginare oggi, in Daunia o in qualsiasi parte dItalia, una città "splendente di minareti e luccicante di moschee". Eppure otto secoli fa così appariva Lucera. Qui, «il Puer Apuliae cominciò a costruire la sua idea dEuropa unita e affacciata sul Mediterraneo. Mentre adesso pensiamo a frammentare lItalia», riflette il direttore regionale per i Beni culturali Ruggero Martines. Tra il 1224 e il 1246 Federico II di Svevia ordina che a Lucera, antica colonia romana, a un chilometro circa dal centro abitato e su unaltura che domina il Tavoliere, siano trasferiti ventimila Saraceni ribelli di Sicilia. Per accoglierli, vi fa erigere un castello, un complesso fortificato da mura che ospita il suo palatium, un donjon su zoccolo scarpato quadrilatero e a piani scalari. Intorno, zecche imperiali, officine per armi, finimenti e vesti e un mai completato darlim, una Casa della scienza. Insomma, ne fa una città islamica a tutti gli effetti che, dopo la sconfitta degli Svevi e lespugnazione della città, Carlo I dAngiò saffretta a smantellare insediandovi 150 famiglie provenzali ed erigendovi una cinta lunga quasi un chilometro con quindici torri. Alla fortezza svevo-angioina che ha attraversato secoli, terremoti, crolli e incuria, negli ultimi anni è stata dedicata una prima fase di lavori di recupero e restauro. Il monumento è preziosissimo è, come fa notare Martines, è «un simbolo di pace» e di dialogo, perfetto per essere inserito nella traiettoria dei turisti tedeschi, appassionati esploratori delle opere di Federico II, per il momento principalmente dirottati in Sicilia. Ieri lo stesso Martines, il sindaco di Lucera Pasquale Dotoli, il Soprintendente per i beni archeologici Teresa Cinquantaquattro e Stella Calò Mariani dellUniversità di Bari hanno presentato nel teatro Verdi di Lucera, il nuovo complesso e ambizioso progetto di restauro della fortezza. A parlare diffusamente dei lavori sono stati i progettisti, Paolo Marconi dellUniversità Roma, professionista di fama internazionale, e larchitetto barese Stefano Serpenti, che lanno scorso ha completato il recupero dellanfiteatro romano di Lucera. Sei in tutto le fasi che impegneranno il gruppo di lavoro, con una buona dose di ottimismo, fino al 2014 e con una spesa di 15 milioni e 650 mila euro. Una prima tranche di cinque milioni è stata prenotata dai fondi Fas triennali. La prima fase, da realizzare tra la fine di questanno e linizio del prossimo, riguarda il "restauro allusivo" (simulazione parziale dellantico insediamento) dei Casoni Angioini che ospiteranno i mosaici di San Giusto. Nel 2011 si provvederà al restauro della Cisterna Magna, un grande ambiente addossato alla cinta muraria. Qui sarà allestita in maniera permanente una sezione della mostra sulla produzione grafica e fotografica di Arthur Haseloff, studioso tedesco che con oltre trecento persone al seguito, nel 1860, fece una ricognizione dei luoghi federiciani. La terza fase del restauro, dal 2011 al 2013, riguarderà il Palatium imperiale, con simulazione e riproposizione parziale realizzata con materiali leggeri ed ecosostenibili. Qui lallestimento delle altre sezioni della mostra di Haseloff (presto le basi per una sinergia italo-tedesca) e accoglienza per i visitatori. Quarta fase, tra il 2012 e il 2013, con il completamento del restauro della cinta muraria che si snoda per mille metri e con una sequenza di quindici torri difensive con ripristino del percorso di Ronda, già parzialmente percorribile. Si procederà quindi alla riqualificazione dellarea esterna tra la Fortezza e la città con risistemazione del verde e la creazione di spazi pubblici attrezzati. Il 2014 sarà lanno della cappella francescana e della cavea, un declivio naturale da destinare ad arte e spettacoli, da 3000 posti. E questo luogo straordinariamente simbolico per lidentità europea riaffiorerà dal suo splendente passato.