TRE progetti di copertura che fanno a pugni l'uno con l'altro, a colpi di cupole d'acciaio, sistema di rnicroclimatizzazione e ipotesi diverse sulle modalità di fruizione. Un appello promosso da archeologi, storici e urbanisti, e firmato anche dal sindaco di Piazza Armerina, che difende l'attuale copertura della Villa del Casale, e un forum lanciato su Internet che si arricchisce ogni giorno di nuovi interventi di cittadini, politici e studiosi. Nel frattempo la villa romana di piazza Armerina, dal '97 riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità, continua a morire d'incuria e di degrado. Con l'erba che cresce tra i mosaici, in pessimo stato di conservazione, le tarsie che saltano, la ruggine sui marmi, polvere e sporcizia, infiltrazioni d'acqua piovana. E senza impianto fognario, servizi igienici, acqua potabile da offrire ai 450 mila visitatori che ogni anno affollano il sito. «Le emergenze della Villa? Sono il frutto di 45 anni in cui per questo sito non si è spesa una lira denuncia l'architetto Francesco Santalucia, direttore della Villa del Casale Per il 2003 abbiamo avuto solo 150 mila euro, per far fronte a tutto: manutenzione, affitti, luce, telefono, pulizia, lampadine, carta igienica. In un'area di 4500 metri quadrati disponiamo solo di otto custodi, contro i vent'otto del 2001, anche se gli incassi di questo spazio, da solo, rappresentano un quattordicesimo di tutti i musei regionali». L'altro fronte, fondamentale, è la tutela di mosaici e dipinti. Per farvi fronte, l'amministrazione regionale, già da novembre scorso, ha fatto partire il primo progetto di restauro della Villa. Firmato dall'architetto Guido Meli, direttore del Centro regionale di progettazione e restauro, e che avrebbe dovuto essere finanziato con fondi europei per 18 milioni di euro. «Il progetto preliminare rispecchia le linee guida della copertura originaria di Cesare Brandi, realizzata da Franco Minissi negli anni Settanta ai fini della conservazione, con una fruizione dei mosaici, attraverso passerelle lungo i muri perimetralispiega Meli La parte coperta dovrebbe essere ampliata, comprendendo le terme e i porticati, e si prevede una climatizzazione degli ambienti attraverso un sistema di vetri "intelligenti"». Da luglio scorso, però, con la nomina di Vittorio Sgarbi come commissario straordinario della Villa, sono arrivate altre ipotesi d'intervento. I progettisti Mario Bellini e Lucio Trizzino incaricati dal critico per il restauro della Villa, firmano il secondo progetto: che invece prevede la dismissione dell'opera di Minissi e una grande cupola unica in vetro e acciaio, che ingloba la Villa e la vegetazione circostante. «La struttura attuale è stata modificata così tante volte nel tempo che di originario non è rimasto più nulla sostiene Trizzino e soprattutto non protegge più i mosaici. Ecco perché abbiamo ipotizzato una cupola larga 150 metri e alta 45, con tetti super-leggeri sospesi alla cupola per rievocare i volumi della villa romana». Il progetto di Trizzino suscita immediatamente la levata di scudi di quasi un centinaio di storici dell'architettura, docenti di urbanistica, ed esperti di restauro guidati dal professor Fausto Canneto Nigrelli, che sottoscrivono un appello, "Salviamo la villa del Casale", che mandano all'Unesco, al ministero della Cultura e all'assessorato Beni culturali: «L'attuale sistema di fruizione della Villa risulterebbe stravolto denunciano Difendiamo l'impostazione storiografica e museografica Brandi-Minissi e chiediamo trasparenza e pubblicità su ogni intervento che riguardi questo sito straordinario». Il 30 settembre scorso, però, Sgarbi, opta per il progetto di un altro suo consulente, l'architetto Guido Canali: che prevede un perimetro esterno con leggere strutture d'acciaio, e pannelli in alluminio. Passerelle trasparenti in vetro temperato, per i percorsi di visita, che così lascerebbero completamente libera la visione dei mosaici. «Ha tutte le caratteristiche ne-cessarie per assicurare la migliore conservazione della Villa spiega il critico nel suo comunicato e la più godibile lettura del monumento». L'ultimo atto, un paio di giorni fa, è il concorso internazionale d'idee proposto dall'assessore Alessandro Pagano, che rimette di nuovo in gioco tutto. Il restauro della Villa può attendere.