Una targa dove negli ultimi tempi il giornalista incontrava gli amici L'ufficio di Pietro è una panchina in ferro, lunga due metri e mezzo, in un angolo della Valle dei cani, a Villa Borghese. Proprio così, «ufficio di Pietro», è scritto nella targa commemorativa sulla spalliera, perché Pietro è Pietro Calabrese, il giornalista morto un mese e mezzo fa che lì, accompagnato dai cagnetti Pippo e Tuna, incontrava amici, scriveva, dava appuntamenti di lavoro, quando ormai la malattia incombeva. Un po' come il Nanni Moretti di «Caos calmo». L'intitolazione della panchina a Calabrese - la prima volta per Roma, mentre è normale in altre parti d'Europa - è avvenuta ieri mattina con una cerimonia piena di commozione dentro Villa Borghese. E chissà cosa avrebbe detto lui - che amava così tanto il parco vicino agli uffici dove ha lavorato per una vita - delle polemiche di questi giorni sul degrado, l'incuria, la cattiva manutenzione del parco. «Roma si può odiare, amare in maniera acritica, amare senza fare sconti. Calabrese apparteneva a quest'ultimo genere di persone, che danno una spinta al miglioramento» ha detto Gianni Alemanno. Proprio oggi il sindaco svolgerà un sopralluogo fra i viali, con la partecipazione del Corpo forestale, il quale potrebbe assumere un peso maggiore nelle funzioni di controllo. «Probabilmente servono vincoli e tutele più rigide - ha sottolineato -. Anche se guardandomi intorno non mi sembra che ci troviamo di fronte a un disastro, e sono convinto che non siano i grandi eventi a provocare danni. Villa Borghese è stata storicamente un luogo di aggregazione giovanile. Mi pare piuttosto che i problemi siano legati alla quotidianità. Quando avremo un quadro più chiaro, prenderemo provvedimenti, senza fare sconti a nessuno». Tornando a Pietro Calabrese, la figlia Costanza, anche lei giornalista, ha spiegato che «l'idea della panchina, venuta in mente ad amici di papà come Fabrizio Paladini e Alberto Acciari, a lui sarebbe piaciuta tantissimo, è qualcosa di molto romantico. Questo è un posto dove venire a chiacchierare con lui, per ripensare ai suoi insegnamenti: non poteva esserci un contesto migliore. Tante volte mi ha detto di voler rinascere albero, e che io sarei stata il suo uccellino». E poi: «Pippo sta bene, papà, è con me a Palermo». Umberto Broccoli, sovrintendente comunale ai Beni culturali, ha ricordato come «nel suo diario degli ultimi anni, fra le cose belle della vita, inseriva questo angolo di Roma. Un'autentica passione, la sua, per questa valle, e per la natura intera. Ho conosciuto Pietro quando gestiva Rai Tre e le consociate, ed io stavo per concludere Telesogni "Vedrai, capirai" diceva lui, che aveva più esperienza di me nel campo». E a Calabrese sarebbe piaciuto ascoltare, forse, una piccola, bella notizia, comunicata dall'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo: nella Valle dei platani, di fianco a quella dei cani, sta per essere sistemata una recinzione e verrà creato un percorso didattico fra gli alberi. In più fontanelle per gli animali «La panchina è il più bello spazio da direttore che Pietro abbia mai avuto» l'omaggio di Alberto Acciari all'amico d'infanzia. Infine foto di gruppo, con i colleghi e amici del «Messaggero» e di altri giornali, i familiari. Chi seduto, chi dietro in piedi. In mezzo Costanza, con in braccio Tuna. Quasi una foto di famiglia.
Roma, Villa Borghese. Quella panchina per Calabrese
La targa commemorativa della panchina "Ufficio di Pietro" è stata inaugurata a Villa Borghese, in onore del giornalista Pietro Calabrese, morto un mese fa. La panchina era un luogo di incontro per Calabrese, dove scriveva e dava appuntamenti di lavoro. La figlia di Calabrese, Costanza, ha spiegato che l'idea della panchina era stata proposta da amici e sarebbe piaciuta molto a Calabrese. La targa è stata inaugurata con una cerimonia piena di commozione. Il sindaco Gianni Alemanno ha promesso di svolgere un sopralluogo nella zona per controllare la manutenzione del parco.
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