«Che la vendita dei terreni di proprietà pubblica ai privati serva a fare cassa è indubbio, dal momento che le risorse messe a disposizione dallo Stato per i comuni sono e saranno sempre più limitate, ma presentare come un danno alla città il tentativo di trasformare in opere pubbliche il ricavato di beni inutilizzabili non è accettabile». Arriva pronta la replica dell'assessore all'urbanistica, Michele Molino, che torna a parlare della nuova asta di cinque terreni comunali rimasti invenduti, attaccata dal consigliere Pdl Fabio Giannotti. «Giannotti provi a chiedere ai fortemarmini se preferiscono che queste aree vengano destinate, proprio per la loro struttura e ubicazione, ad un uso pubblico di difficile e probabile individuazione, oppure all'ultimazione della pista ciclabile sul viale a mare fino a Marina di Pietrasanta, al nuovo manto in sintetico del campo sportivo in via Versilia e al secondo lotto per la ristrutturazione di Palazzo Quartieri, come deciso dall'Amministrazione, che finanzierà gli interventi grazie alla vendita di questi cinque terreni. Oltre a destinare risorse alla rete fognaria, visti anche gli accadimenti degli ultimi giorni». Molino rimanda al mittente le insinuazioni: «il Pdl ha poco da insegnare in fatto di tutela ambientale, avendo, di fatto, favorito quello "stress ambientale" riconosciuto anche dallo stesso Giannotti, in alcune fasce di territorio cittadino come la via Civitali. Inoltre, i terreni in oggetto rimarranno spazi verdi, senza alcun rischio di edificazione». R.F.
TOSCANA- FORTE. Vendere i terreni per realizzare opere pubbliche
L'assessore all'urbanistica Michele Molino replica alle critiche del consigliere Pdl Fabio Giannotti sul tentativo di trasformare in opere pubbliche il ricavato di cinque terreni comunali rimasti invenduti. Giannotti aveva chiesto se preferirebbe che queste aree venissero destinate ad un uso pubblico o all'ultimazione di progetti come la pista ciclabile sul viale a mare o la ristrutturazione di Palazzo Quartieri. Molino afferma che i terreni rimarranno spazi verdi senza rischio di edificazione e critica le insinuazioni del Pdl sulla tutela ambientale, che ha favorito lo "stress ambientale" in alcune zone cittadine.
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