«La nascita della Fondazione Museo delle Antichità egizie di Torino è un evento storico per il sistema dei musei italiani». Non è mancata certo una punta d'orgoglio, nelle parole del ministro per i Beni e le Attività culturali Giuliano Urbani. Facile capirne le ragioni. «Questa Fondazione rappresenta a tutti gli effetti la concretizzazione di un progetto del ministro Urbani - ha sottolineato il presidente Alain Elkann . Un progetto che, oltretutto, è diventato una realtà proprio a Torino, città alla quale il ministro ha sempre dimostrato di essere profondamente legato». E a Palazzo Reale, nonostante i ritardi dovuti al «black-out» dei radar all'aeroporto di Linate, Giuliano Urbani è arrivato in effetti raggiante più che mai. «Sono stati fatti tanti tentativi prima di individuare la formula giusta - ha dichiarato il ministro Urbani -. Ora ci siamo: per la prima volta arriviamo a sperimentare sul campo il modello di gestione che governa con successo i principali musei del mondo. Contemporaneamente, rafforziamo la tutela che resta nelle mani delle Soprintendenze, alle quali, rispetto alla neonata Fondazione, spetterà il ruolo di "vestali", custodi ultime, "padrone di casa"». E ha aggiunto: «Attraverso lo strumento della Fondazione sarà possibile coinvolgere nella fase di gestione e valorizzazione le istituzioni locali e private. Sarà più semplice aggiungere ai finanziamenti statali nuove risorse provenienti dal privato e dalle realtà locali». Un modello di gestione pubblico-privato che il ministro spera presto di poter applicare anche in altre città italiane, soprattutto nei piccoli centri. Tra i possibili «seguaci» dell'esperienza torinese ci potrebbero essere gli Uffizi di Firenze, le Antiche Navi di Pisa, l'Accademia di Venezia e quella di Brera. Impossibile, poi, non ricordare il passo importante e necessario compiuto dal Ministero con la confezione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. «La nascita di questa Fondazione, cui spero ne seguano presto delle altre - ha affermato Urbani -, è una diretta conseguenza del nuovo Codice e conferma che nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio artistico si possono superare dispute teoriche sulle competenze in materia, per realizzare tutti insieme, Stato, Regione ed enti locali, un modello di tutela e gestione dei beni culturali che va a vantaggio del sistema Paese». Insomma, per dirla con Saint Exupery, «fate costruire loro una cattedrale e si ameranno. Questa - ha concluso il ministro - è la nostra cattedrale».
L'entusiasmo del Ministro Urbani: Così il Codice dei beni culturali verrà sperimentato sul campo
Il ministro Giuliano Urbani ha annunciato la nascita della Fondazione Museo delle Antichità egizie di Torino, considerata un evento storico per il sistema dei musei italiani. La Fondazione rappresenta la concretizzazione di un progetto del ministro Urbani e sarà gestita con un modello di gestione pubblico-privato. Il modello prevede la coinvolgimento delle istituzioni locali e private nella gestione e valorizzazione del museo. Il ministro spera di poter applicare questo modello anche in altre città italiane.
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