Vitali e Bettamio interrogano il ministro I senatori bolognesi di maggioranza e opposizione per una volta si schierano unanimi a favore della cultura, raccogliendo gli allarmi lanciati dallassessore regionale Massimo Mezzetti e dal direttore del Mambo, Gianfranco Maraniello, sugli ulteriori tagli previsti dalla prossima Finanziaria. Walter Vitali, primo firmatario, Rita Ghedini, Paolo Nerozzi e Giancarlo Sangalli del Pd, con i rappresentati del Pdl Giampaolo Bettamio e Massimo Palmizio, hanno presentato uninterrogazione a risposta orale in aula al ministro Sandro Bondi per suggerirgli di emendare una disposizione contenuta nella legge 30 luglio 2010 n. 122. Si tratta del famoso tetto del 20 per cento, rispetto al bilancio 2009, che le istituzioni comunali non possono superare per organizzare iniziative come le mostre. Un limite, però, che secondo la legge non si applicherebbe «agli enti vigilati dal Ministero per i beni e le attività culturali». Una disparità che i senatori vorrebbero appianare ampliando lesclusione del tetto del 20 per cento allattività delle Istituzioni comunali. Anche perché, ricorda ancora linterrogazione, «il Museo di arte moderna di Bologna e la Cineteca di Bologna hanno annunciato che se la norma non viene modificata dovranno azzerare nei fatti tutta la loro attività già programmata per il 2011». E ancora i senatori sottolineano i paradossi di una norma che si applica anche ad istituzioni come il Mambo «che hanno entrate derivanti da sponsor e da contributi privati, impedendo di impiegarle per le finalità per cui sono state erogate, facendo venir meno le entrate da tariffazione che si otterrebbero attraverso lorganizzazione delle mostre e degli altri eventi, e disincentivando in tal modo gravemente gli investimenti privati nella cultura». «Mi fa piacere che il grido dallarme lanciato sia stato accolto in maniera bipartisan dai senatori bolognesi», ha commentato Gianfranco Maraniello, direttore del Mambo. Gli fa eco Gian Luca Farinelli della Cineteca: «In realtà non sono in discussione tutte le nostre attività per il 2011, ma certo non potremo più organizzare mostre - sottolinea il direttore di via Riva Reno - . Nel 2009 per le attività espositive abbiamo speso 20mila euro e quindi con questa legge potremmo spenderne in futuro 4mila. Invece operazioni come lomaggio dedicato a Fellini, con la mostra inaugurata pochi giorni fa a Roma, hanno budget ben più importanti che viaggiano intorno ai 900mila euro. Le mostre non sono il cuore dellattività della Cineteca ma annullandole verrebbe meno uno dei nostri compiti istituzionali. Sono comunque ottimista e credo che la situazione si risolverà».