Artioli: «Nuovi servono accertamenti» Dopo la caduta di un fregio della volta, sopralluogo della soprintendenza. Il monumento era stato "spacchettato" a luglio Restauro infinito. Il recupero dell'Arco della Pace è iniziato a metà degli anni '90. A causa dei finanziamenti a singhiozzo, è terminato solo il 15 luglio scorso. Parte dei fondi sono arrivate dai contestati maxiposter pubblicitari Mercoledì dalla parte inferiore della volta si è staccato un fregio di marmo di 15 x 15 cm. Oggi i tecnici monteranno un ponte mobile per verificare lo stato degli altri settori. Si temono nuove crepe. Il fregio franato dall'Arco senza pace è piccolo come una piastrella Quindici centimetri per quindici. Mercoledì si è staccato dalla parte inferiore della volta napoleonica che troneggia sul parco Sempione, è caduto in mille pezzi e ha obbligato per l'ennesima volta la Soprintendenza a correre ai ripari. Ieri Alberto Artioli, responsabile dei Beni architettonici, ha effettuato un sopralluogo insieme ai responsabili della ditta che ha eseguito i lavori. Risultato? Servono «ulteriori accertamenti» per scacciare il pericolo di nuovi crolli. Nel frattempo, il monumento è stato transennato per ragioni di sicurezza. Dopo i ponteggi alti trenta metri, le minibarriere biancorosse in ferro. «Il fregio si è staccato dal settore sinistro» spiega il Soprintendente, «quello restaurato ormai più di dieci anni fa La frattura non era riscontrabile, non c'erano venature visibili a occhio nudo». Oggi i tecnici saliranno con il ponte mobile nell'area interessata dal crollo e vigileranno sui fregi ideati nel 1803 da Luigi Cagnola Bisogna incrociare le dita: se ci fossero altre crepe, alla via crucis dell'Arco si aggiungerebbe una nuova stazione. Dice Artioli: «Dopo i rilievi ne sapremo di più. Di certo, un monumento esposto tutto l'anno alle intemperie necessita di manutenzioni continue». Per restaurarlo c'è voluta una corsa a singhiozzo durata quindici anni, tra ritardi e fondi mancanti; per violarne il ritrovato splendore, invece, son bastati tre mesi. Il 15 luglio uno stuolo di autorità festeggiava la «pace tra la città e i suoi cittadini», mentre oggi si (s)contano i danni di un restyling a passo di lumaca. Il settore sinistro. rinforzato e ripulito all'inizio dei ponteggi, sente già il peso degli anni. Nessuno, però, pensava che i marmi potessero staccarsi così presto. «Spiace che i lavori siano stati fatti male o con troppa lentezza» dice Madela Canepa, del comitato Pro Arco. «Siamo consci dei gravi problemi di finanziamento. Speriamo che non si debba ricominciare da capo con i ponteggi». Impacchettato a metà degli anni '90, l'Arco ha ritrovato l'antico splendore a passo di lumaca a causa dei fondi con il contagocce. L'ultimo lotto, partito nel 2007, è stato completato soltanto grazie ai maxiposter pubblicitari che hanno coperto negli ultimi tre anni il monumento: 700mila euro li ha messi il ministero dei Beni culturali, altri 300mila sono arrivati dalle affissioni. «La manutenzione è già in programma» dice Artioli, «sugli eventuali futuri interventi ne sapremo di più dopo le analisi». Il fregio crollato, comunque, non verrà riattaccato. Negli ultimi mesi, per evitare le occupazioni abusive dei senzatetto, il Comune aveva pensato a una cancellata protettiva. L'emergenza, però, adesso è tornata sulla volta.
Milano. Tre anni di restauri. E all'Arco senza pace tornano le transenne
Il fregio di marmo di 15x15 cm si è staccato dalla parte inferiore della volta napoleonica dell'Arco della Pace a metà mercoledì. I tecnici hanno effettuato un sopralluogo e hanno stabilito che servono ulteriori accertamenti per evitare nuovi crolli. Il monumento è stato transennato per motivi di sicurezza. Il fregio si è staccato dal settore sinistro, che è stato restaurato ormai più di dieci anni fa. I tecnici saliranno con un ponte mobile per verificare lo stato degli altri settori. Il recupero dell'Arco della Pace è stato terminato solo il 15 luglio scorso, dopo quindici anni di lavori.
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