Restano le transenne. I restauratori sul posto L'Arco della Pace, liberato quest'estate da un cantiere a intermittenza durato sedici lunghi anni, è di nuovo transennato. E non si tratta della cancellata d'epoca auspicata dal vicesindaco Riccardo De Corato, che già all'inaugurazione, in luglio, aveva formulato una lugubre profezia («Da stasera questo posto torna a essere un dormitorio»). Non è successo, perché il problema, questa volta, non sono i senzatetto cinesi, ma i calcinacci che mercoledì, a sorpresa, hanno cominciato a piovere dal monumento. Poca roba, e nessun ferito per fortuna, ma abbastanza per mettere in allarme la Sovrintendenza, visto anche che è stato il Ministero dei beni culturali a scucire i 700 mila euro necessari a portare a termine l'ultimo lotto dei lavori dopo l'esperienza infelice di un restauro sponsorizzato (la concessionaria che vendeva la pubblicità sulle impalcature era fallita, lasciando 300 mila euro di scoperto, e un ritardo di quasi due anni). Così, ieri, il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli è corso ai ripari e ha convocato d'urgenza l'impresa che aveva completato il restauro. I tecnici sono arrivati da Genova e sono saliti sull'Arco insieme ai funzionari della Sovrintendenza, per valutare i danni e comprendere le cause del distacco di un piccolo frammento di marmo, che due giorni fa aveva reso necessario l'intervento dei Vigili del fuoco, con annesso ritorno delle transenne intorno al monumento, l'unica porta cittadina di competenza statale e non del Comune. E mentre la Sovrintendenza ha già cominciato a prendere provvedimenti, il «cannocchiale» appena ritrovato sul Parco Sempione e sul Castello è di nuovo ostruito dal nastro rosso e bianco. Stavolta per poco, si spera.
Milano. Crolli, sopralluogo all'arco della Pace
L'Arco della Pace, liberato dal cantiere nel luglio scorso, è di nuovo transennato a causa di calcinacci che hanno iniziato a piovere dal monumento. La Sovrintendenza ha convocato l'impresa che aveva completato il restauro e i tecnici sono arrivati da Genova per valutare i danni e comprendere le cause del distacco di un piccolo frammento di marmo. La Sovrintendenza ha già cominciato a prendere provvedimenti e il Parco Sempione e il Castello sono di nuovo ostruiti dal nastro rosso e bianco. Il problema non è i senzatetto cinesi, ma i calcinacci che hanno causato il distacco del marmo.
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