Sarà la Galleria Nazionale d'Arte Moderna ad ospitare la mostra finale della XIV Quadriennale di Roma, tra marzo e giugno prossimi. Non c'è ancora alcun comunicato ufficiale, ma l'accordo è raggiunto, tanto che nei giorni scorsi si sono incontrati gli staff della Quadriennale e della Gnam, di cui è soprintendente da pochi mesi Maria Vittoria Marini Garelli. La decisione è stata presa dopo il rovinoso crollo dei due solai al Palazzo delle Esposizioni, la sede storica delle Quadriennali, che avrebbe dovuto ospitare anche questa edizione. L'edificio di via Nazionale non sarà però disponibile a marzo, data fissata per la Quadriennale, a causa del protrarsi dei lavori di restauro. Non è la prima volta che la manifestazione esce dalla sua sede storica. Nel 1948 fu già ospitata alla Gnam, quando il Palazzo delle Esposizioni era in restauro dopo il passaggio delle truppe angloamericane che l'avevano trasformato in un club. Nel 1986 emigrò al Palazzo dei Congressi dell'Eur, sempre a causa dei restauri dell'Expò. La mostra attuale, in preparazione, conclude la XIV edizione della Qudriennale, dopo le due anteprime che si sono svolte nei mesi precedenti al Palazzo Reale di Napoli e alla Promotrice di Torino. Anche questa volta è prevista la partecipazione di un centinaio di artisti, di tutte le generazioni, che presenteranno altrettante opere selezionate da cinque critici: Luciano Caramel, Valerio Dehò, Giacinto Di Pietrantonio, Marco Tonelli e Giorgio Verzotti. «All'inizio - spiega Gino Agnese, presidente della Quadriennale - si era pensato di esporre a Roma una selezione delle opere delle due anteprime. Ma queste hanno avuto un tale successo, raccogliendo ventimila visitatori a Napoli e quasi novemila a Torino, che abbiamo deciso di scegliere nuovi artisti». A differenza delle anteprime, aperte a chi aveva cominciato ad esporre dal 1990 in poi, questa mostra è aperta ad artisti di tutte le età. E sarà affiancata da una ricognizione storica sulla prima Quadriennale del 1931, a cui parteciparono quelli che poi andarono ad aggiungersi al numero dei grandi artisti del Novecento: da Arturo Martini a Felice Casorati, da Ardengo Soffici a Scipione. Le opere si potranno ammirare nelle consuete sale espositive della Gnam, ma anche in spazi che finora non sono mai stati utilizzati per le mostre, come il cortile che ha accesso da via Aldovrandi, coperto da un immenso lucernario.