L'agonia degli specchi d'acqua tra pasticci amministrativi e sprechi di denaro pubblico I laghi stanno scomparendo, ammalati gravemente tra scarichi fognari abusivi e pesca non autorizzata. Averno, Lucrino, Miseno e Fusaro rischiano di restare soltanto dei punti geografici di una cartina, delle insegne stradali, e nomi di guide turistiche con visite impossibili da effettuare. A Pozzuoli i bacini sono due. Qui oltre al problema ambientale c'è una diatriba giudiziaria vera e propria in atto: pubblici o privati? II Tribunale regionale delle acque pubbliche con una sentenza di primo grado ha riaffidato al demanio la gestione del lago Lucrino, ma la proprietà resta privata, in mano all'avvocato Dario Cincotti. Un lago che in effetti sta morendo, come i dati rilevati in più occasioni dagli ambientalisti dimostrano: la foce che collega il bacino di acqua salata con il mare è ostruita da oltre un anno da un mammellone di sabbia che non permette il defluire delle acque verso il mare, distruggendo sponde e fondali. Tanti gli appelli lanciati alla Regione, al Parco dei Campi Flegrei, alla Provincia di Napoli e al Comune di Pozzuoli: nessuno è mai intervenuto. Benché di proprietà privata, la pulizia e lo stato di salubrità è affidato agli enti pubblici, che sembrano non avere soldi, e volontà, per rimettere in vita uno dei tesori naturali della zona. «La questione - ha spiegato più volte l'avvocato Cincotti - non è tanto se il bene sia da intendersi privato o pubblico. C'è da capire se le istituzioni vogliono salvare la laguna oppure no. Tra l'altro, sarei disposto anche a liberare il canale a mie spese, ma nemmeno posso farlo perché questo è di proprietà demaniale, e ogni intervento privo di autorizzazione configurerebbe un reato. Poi, mi domando perché chi oggi pone il problema della proprietà del lago e della sua tutela, negli anni ha consentito che intorno al lago venisse posto in essere ogni sorta di reato, come la realizzazione di abusi edilizi o scarichi abusivi?». Lago d'Averno, altra storia. Oggi è confiscato come bene appartenente alla camorra. Qui, la porta degli Inferi come cantava Virgilio, è stato il nido dei casalesi, di Giuseppe Setola, come ha riscontrato la Dia, che lo ha sequestrato nel mese di luglio. Un contenzioso giuridico che ancora oggi non lascia capire se il lago è stato effettivamente pubblico o privato fino a qualche mese fa. La sentenza 10876 del 30 aprile 2008, passata in giudicato ha dichiarato la natura di bene demaniale del lago in questione al termine di un processo a cui ha partecipato il ministero dei Beni culturali e ambientali. Intanto intorno al lago sono stati spesi milioni di fondi europei in progetti e ipotesi di sviluppo, la realtà è fatta di degrado, rifiuti e piccole e grandi strutture abusive. Poi c'è Bacoli. Nessun privato, il demanio è regionale, un aspetto giudiziario che dovrebbe quadrare la situazione, e invece anche qui la vita dei laghi è segnata dalla sofferenza e dall'inciviltà. Scarichi fognari e foci ostruite, tanfo e melma lungo le sponde. Sia a Miseno, nel centro cittadino, che al Fusaro, dove l'aspetto sembra essere ancora più preoccupante. Eppure il Comune si dice sicuro della sua rete idrica, che non dovrebbe infettare gli specchi d'acqua. Ma basta un giro per capire che qualcosa non torna. Cosa? Se lo chiedono in tanti, anche il presidente della Commissione mari e laghi, Della Ragione, convinto che tutto sia legato ad abusi edilizi e dunque fognari, da scoprire e stoppare per sempre, per salvare l'ambiente. Per il momento l'unico elemento che può salvare il Fusaro è la cozza che depura l'acqua. La stessa che il Comune vuole cacciare per fare spazio a canoe e sport acquatici.
Campania. Privati, confiscati, abbandonati, il destino maledetto dei bacini flegrei
I laghi di Averno, Lucrino, Miseno e Fusaro stanno morendo a causa di scarichi fognari abusivi e pesca non autorizzata. Averno e Lucrino rischiano di scomparire come specchi d'acqua, mentre Miseno e Fusaro sono già in stato di degrado. La questione della proprietà dei laghi è ancora aperta, con alcuni affermare che siano beni demaniali e altri che siano privati. L'avvocato Dario Cincotti sostiene che le istituzioni non vogliono salvare i laghi e che la proprietà sia stata trasformata in un problema giudiziario. Altri laghi, come il lago di Bacoli, sono stati contaminati da scarichi fognari e rifiuti.
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