"La coralità della protesta non ha precedenti. E' una manifestazione contro chi ha pensato a norme senza senso" "Chiediamo l'abrogazione pura e semplice degli articoli in questione che non producono risparmi ma danni al fisco sotto forme di Iva e Irpef". A parlare è l'assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi intervenendo alla conferenza stampa di Federculture ieri all'Auditorium. "La nostra non e' un'azione generica di protesta, verrà il momento anche per questo. Noi non parliamo della Legge Finanziaria e non parliamo di tagli. Dirò di più, speriamo di non doverla fare il 12 novembre la manifestazione. Siamo costretti ad un'azione così clamorosa perchè dobbiamo costringere i legislatori a sedersi con noi e rivedere quanto legiferato. Se domani Tremonti ci convoca per ragionare con lui, e trovare la giusta soluzione, non la facciamo più questa protesta". Sotto accusa, "la Legge 122 - continua Croppi - frutto di un decreto del maggio scorso trasformato in legge a luglio, che prevede una serie di articoli e commi che nel complesso non riguardano tagli, ma norme che riguardano le amministrazioni pubbliche". Sottolinea ancora l'assessore Croppi: "Significativa è l'adesione totale di tutte le istituzioni" e ricorda anche l'appoggio dal Ministero dei beni culturali, quando Bondi ha disertato una riunione del Consiglio dei Ministri. "Ce' una condivisione mai vista prima - rincara Croppi - La presenza del Fai ha un significato morale. La coralità non ha precedenti. E' una manifestazione contro chi ha pensato norme senza senso. Perchè le hanno scritte? Perchè partono dal preconcetto, immaginano che le mostre siano un sistema di marchette, che pubblicità e convegni rientrino in questo sistema". A Roma avverte che la serrata coinvolgerà i Musei Capitolini, Palazzo Braschi, Palexpo, Macro, per Scuderie del Quirinale si aspetta il Quirinale, il sistema delle biblioteche parteciperà con incontri. Quanto ai museo statali, dice Croppi: "Spero che nelle prossime ore dalle strutture ministeriali vengano forme di adesione quanto meno di diffusione nelle proprie sedi della mobilitazione".