Musei chiusi per protesta contro i tagli del governo. Dopo i lavoratori del cinema, sono gli spazi dedicati all'arte e alla cultura a mobilitarsi con un'iniziativa senza precedenti contro la manovra. Venerdì 12 novembre centinaia di monumenti, sedi espositivi, biblioteche, aree archeologiche, luoghi di spettacolo, da Roma a Torino, da Venezia a Bari, in decine di città, chiuderanno i battenti o metteranno in atto altre iniziative per sensibilizzare sugli effetti della Finanziaria sul settore culturale. La mobilitazione"Porte chiuse, luci accese sulla cultura" è stata annunciata ieri all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dai promotori Federculture e Anci, col sostegno del Fai. «La nostra», spiega il presidente di Federculture, Roberto Grossi, «è una protesta nata a giugno per reagire al decreto 78, diventato la legge 122, che prevede nonne gravi, ed è diventata l'affermazione al diritto della cultura. Così abbiamo immaginato una chiusura, una manovra forte, con l'obiettivo di sollecitare la considerazione dell'incostituzionalità di alcuni punti della Finanziaria e modificare la legge 122. La chiusura dei siti prevede anche altre forme di adesione, forme di promozione della cultura e di apertura gratuita dei siti. A Roma, a esempio, il Maxxi diventerà il centro di un confronto e dibattito sulla mobilitazione».