Il direttore del Museo d'arte Moderna: «Se la legge non venisse modificata, dovremo azzerare la programmazione 2001» La richiesta. L'introduzione di un emendamento che escluda dal tetto del 20 delle spese le mostre realizzate L'appello. Lo schieramento dei firmatari va da Walter Vitali del Pd fino a Giampaolo Bettamio del Pdl «Sono contento di constatare una sensibilità importante nei confronti di cose che segnaliamo da tempo, e mi fa maggiormente piacere che sia un'iniziativa bipartisan nata dalla consapevolezza che un problema tecnico penalizzerebbe tutti», Gianfranco Maraniello, direttore del Mambo commenta così l'interrogazione a risposta orale in aula, rivolta dai senatori del Pd Walter Vitali (primo firmatario), Rita Ghedini, Paolo Nerozzi e Giancarlo Sangalli, insieme ai colleghi del Pdl Giampaolo Bettamio e Massimo Palmizio, al Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Sandro Bondi, per avere il suo parere sull'ipotesi di un emendamento alla disposizione contenuta nella legge 30 luglio 2010 n. 122, tale, da escludere «dal tetto del 20 delle spese, le mostre e le altre attività realizzate dalle istituzioni culturali comunali chiedono i senatori , come avviene ora per gli enti vigilati dal Ministero per i beni e le attività culturali, e che comunque chiarisca che il tetto non è applicabile alle spese conseguenti al reimpiego delle contribuzioni o delle provvidenze finanziarie concesse per mostre, spettacoli o altre iniziative culturali da soggetti erogatori non appartenenti alle amministrazioni pubbliche». Tale norma, se confermata porterebbe Mambo e Cineteca come già annunciato dai rispettivi direttori ad azzerare le attività già programmate per il 2011; un paradosso poi, secondo i senatori, applicarla ad istituzioni come il Mambo che riceve contributi privati proprio per le attività svolte: «impedendo di impiegarle per le finalità per cui sono state erogate, facendo venir meno le entrate da tariffazione che si otterrebbero attraverso l'organizzazione delle mostre e degli altri eventi scrivono nell'interrogazione , e disincentivando in tal modo gravemente gli investimenti privati nella cultura». Come ha già più volte detto, Maraniello, ribadisce le conseguenze negative che avrebbe la disposizione se non subirà modifiche, ma sottolinea l'importanza dell'interrogazione congiunta: «Nata dai politici del nostro territorio appartenenti a entrambi gli schieramenti, in un momento così difficile, mi sembra un esercizio straordinario di democrazia». Ora però che è stato sottoposto il problema alla sua attenzione, si attende di sapere come risponderà il ministro Bondi: «Fino ad ora ho pensato che il problema nascesse dalla generalità della norma che non teneva conto di realtà come il Mambo se però, al contrario, avesse dietro una logica politica, allora mi sembrerebbe una cosa inquietante. Spero prevalga un principio di ragionevolezza».