Ancora nuvoloni scuri che si addensano sul cielo delle istituzioni culturali made in Bo. Meno confuso e nero però alla luce del fatto che i senatori del Partito Democratico Walter Vitali, Rita Ghedini, Paolo Nerozzi e Giancarlo Sangalli si sono alleati' ai colleghi del Pdl Giampaolo Bettamio e Massimo Palmizio, per presentare un'interrogazione al ministro Bondi in merito a una legge 'no futuro' per la cultura. In un'interessante alleanza bipartisan, chiedono la sua opinione sulla possibile introduzione di un emendamento a una disposizione contenuta in una legge varata nel luglio scorso che stoppa gli investimenti su mostre e promozione e che «potrebbe portare istituzioni come la Cineteca e il MAMbo, ad azzerare la loro attività già programmata per il 2011». La norma in questione recita che «a decorrere dall'anno 2010 le amministrazioni pubbliche non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalità». Il che significherebbe, ad esempio, per un soggetto come il MAMbo, dire addio al suo calendario di esposizioni e soprattutto a un modello gestionale e di marketing che ha portato il Comune a pesare solo per il 25 nel budget del museo, poiché la maggior parte degli introiti arrivano da sponsor e fondazioni. L'interrogazione al ministro chiede quindi un emendamento che «escluda» da questa forca caudina le mostre e le altre attività realizzate dalle istituzioni culturali comunali, come avviene ora per gli enti vigilati dal ministero per i Beni e le Attività culturali, e che comunque chiarisca che il tetto non è applicabile alle spese conseguenti al reimpiego delle contribuzioni o delle provvidenze finanziarie concesse per mostre, spettacoli o altre iniziative culturali...». Ottimista con ironia, anche se profondamente sorpreso, il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli. «Il problema riguarda tutte le istituzioni e siamo grati ai parlamentari bolognesi di aver colto l'urgenza. Il vero problema è sulle mostre e saremmo nel paradosso se questa cosa si avverasse. Pensiamo se Spielberg venisse alla Cineteca proponendo una grande mostra e finanziandola con 5 milioni di dollari... non sarebbe possibile farla perché noi nel 2009 abbiamo speso per questa voce 15mila euro e il 20 ammonterebbe a tremila euro». E aggiunge: «E i musei che faranno? Basta mostre? Hanno fatto questa legge senza collegare il cervello, quindi sono fiducioso perché è troppo assurda. Mi sembra un pezzo della commedia all'italiana ed è un episodio specchio di un grande caos che vige in Italia dove si fanno grandi proclami per un'attività di risparmio e poi si leggono cose così. Non posso pensare che non sia un errore». Anche per Gianfranco Maraniello, direttore di MAMbo c'è stato un momento di incredulità dinnanzi alla lettura della legge: «Sono cresciuto con la tiritera che bisogna creare nuovi modelli gestionali ed è quello che stiamo facendo. Poi arriva la legge che dice che non posso comunicare e promuovere... e il museo diventa un carrozzone inutile. Per noi le mostre alimentano un circolo virtuoso. Con gli sponsor e le fondazioni aumento le mie entrate e tolgo al Comune l'onere di dovermi dare più soldi».
Bologna. Quella legge farà chiudere la Cineteca e il MAMbo
I senatori del Partito Democratico e del Pdl hanno presentato un'interrogazione al ministro Bondi per discutere della legge varata nel luglio scorso che stoppa gli investimenti su mostre e promozione. La norma prevede che le amministrazioni pubbliche non possano effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza per un ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalità. Le istituzioni culturali come la Cineteca e il MAMbo potrebbero essere colpite da questa norma, che potrebbe portare a un'attività già programmata per il 2011 ad essere azzerata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo