SE cessione deve essere, che sia targata Napoli. È questo, in sintesi, il contenuto dell'appello che ieri, dalla XIV edizione di Galassia Gutenberg, gli editori napoletani hanno lanciato contro il previsto passaggio della sigla Ricciardi che Einaudi è in procinto di trattare con la Treccani. La cessione della gloriosa «casa» napoletana, fondata da Riccardo Ricciardi nel 1907, proprio non va giù a chi, da Napoli, vedrebbe di buon occhio un ritorno nelle patrie tipografìe, sollecitando anche un intervento delle istituzioni. «È stato fatto per le carte di Croce, perché non si interviene anche in questo caso? - si domanda Mario Guida -. Sono pronto a impegnarmi a livello personale e finanziario a continuare l'opera ricciardiana. Sarebbe un segnale importante per la cultura meridionale. Ma da solo non ce la può fare- Ci vuole l'impegno di tutti». D'accordo in linea di principio anche Franco Liguori, direttore di Galassia, anche se solleva qualche dubbio sull'intervento delle istituzioni: «Che tipo d'intervento chiediamo? La costituzione di una casa editrice pubblica o un finanzia mento ai privati? Qui non si tratta di archivi, epistolari o capolavori riconosciuti per i quali è legitti mo che ci sia un intervento pub blico, che può trovare anche un luogo deputato alla gestione e alla conservazione. In questo ca so ci troveremmo di fronte a una commistione tra privato e pubblico che potrebbe creare delle difficoltà. Certo, se si potesse realizza re, non mancherebbero gli edito ri a Napoli, alcuni dei quali posso no considerarsi "eredi" naturali di Ricciardi, come Guida e Colonnesse. E, naturalmente, anche la mia casa editrice sarebbe onora ta di poter ottenere fondi per un rilancio della sigla Ricciardi». Colonnese, tirato in ballo da Liguori (ma assente, quest'anno, da Galassia) aderisce ovviamente con entusiasmo alla proposta. «Trovo che sia bello e importante questo spirito di adesione degli editori napoletani, questo stringersi attorno all'idea di riappropriarsi del catalogo di Ricciardi, che è un nostro patrimonio. Potremmo costituire un pool di editori e, approfittando anche del trentesimo anniversario della scomparsa di Ricciardi, organizzare in fretta una serie di incontri e di iniziative per discutere della questione, sollevare una voce forte che parta da Napoli per tornare a Napoli». Più scettico, sulla possibilità di un accordo editoriale, Sante Avagliano, che per ragioni anagrafiche Ricciardi non l'ha conosciuto: «Mi sembra un'ipotesi difficile da realizzare. L'editoria napoletana, per ragioni storiche, non ha lo spirito imprenditoriale per un'operazione del genere. Bisognerebbe interrogarsi, piuttosto, sulla natura della cessione. Se pensiamo che la maggior parte del capitale Treccani è dello Stato, e che il proprietario di Mondadori è il nostro presidente del Consiglio, non è difficile capire che ci troviamo di fronte a un palese conflitto d'interessi». Nei padiglioni di Galassia, intanto, la mostra-mercato parte a rilento: scarsa e un po' fiacca la partecipazione del pubblico, sia agli stand (ancora poco visitati) sia agli incontri (mai veramente affollati), dove si è affrontato il tema della pace (l'iniziativa organizzata dal Cantiere Mediterraneo per gli studenti in Palestina e la presentazione del libro Per una pace inarata di Fausto Berti-notti e Alfonso Gianni), della scuola (con il dibattito curato dal Progetto Chance e quello sulla libertà d'insegnamento organizzato dall'assessorato all'istruzione della Regione Campania), oltre naturalmente al tema portante dell'edizione di quest'anno, dedicato alle Trasposizioni: con la proiezione dei corti e video su immigrazioni e guerre e con l'incontro di Fabrizia Ramondino con il suo ex psicanalista Aldo Carotenuto (sulla trasposizione dei sogni in scrittura). Nemmeno il cast di «Un posto al sole» (evento clou della giornata, secondo le previsioni) è riuscito a richiamare la folla di aficionados che ci si aspettava. Per il resto, si attende, fiduciosi, la scossa rivitalizzante del fine-settimana.