«Veramente noi su Tor Bella Monaca ci lavoriamo da anni, dal 1996. Come dire: il nostro è stato un lavoro anticipatorio. A costruire edifici con criteri moderni avevamo pensato già da un po' di tempo...». Stefano Cordeschi è professore di architettura a Roma Tre e ha firmato il teatro di Tor Bella Monaca: insieme con un gruppo di imprenditori ha progettato e tirato su, nel quartiere, nove palazzine residenziali e una casa dello studente. Oltre, ovviamente, al teatro «che fu una vera impresa, con pochi soldi e tanto scetticismo. E invece...». Architetto, cosa pensa dell'idea di Gianni Alemanno di abbattere e ricostruire? «Mi sembra coraggiosa. È apprezzabile che si sostituiscano palazzi vetusti con altri di concezione più moderna Ripeto, è coraggiosa: difficile da tenere insieme, bisogna spostare la popolazione, demolire e ricostruire. Ecco, è un'idea complessa ma credo sia positiva, condivisibile. Però vorrei dire una cosa...». Prego. «Noi abbiamo lavorato anche dal punto di vista sociale: mettere nuova popolazione significava evitare l'esplosione di problemi, portare rinnovamento, oltre che aggiungere edilizia privata a quella pubblica E si tratta di lavori che non avranno difficoltà a rimanere dove sono». Quali differenze con l'operazione annunciata dal Campidoglio? «Noi ci occupavamo di aree residuali, questa riguarda aree più vaste. Noi agivamo nelle maglie dell'esistente, e in qualche modo anticipavamo la nuova stagione. Ma alcuni lavori, come quello di via Aspertini, sono finiti sulle guide di Roma moderna, su riviste specializzate». Cosa pensa delle Torri di Tor Bella Monaca? «Non sono per criminalizzarle, fanno parte della nostra storia, della storia di Roma. Certo, a guardarle oggi hanno parecchi problemi: tutte in cemento armato, fredde d'inverno e calde d'estate, ripararle è quasi impossibile. Quindi è giusto aprire un nuovo periodo e pensare a una nuova città». Lei ha lavorato con Rutelli, Veltroni e adesso Alemanno. Ora di cosa si sta occupando? «A breve partirà un mio progetto a largo Brambilla, finanziato con un articolo ii, quello che favorisce la riqualificazione delle periferie. E sono soddisfatto di aver lavorato con criteri moderni che, lo ripeto, hanno solo anticipato ciò che sta per accadere...».