Presidio studentesco in centro. Sta per terminare l'autogestione, presto nuove forme di protesta LIVORNO. Lezioni in piazza, corsi gratuiti e visibilità sui media. Ecco le risposte degli studenti livornesi ai tagli alla cultura e all'istruzione. "Il nostro futuro non è in vendita": così recitava lo striscione appeso ieri sotto la statua di Cavour durante il presidio organizzato dal Collettivo studentesco universitario livornese e dal Coordinamento studentesco livornese. Una ventina di studenti che si sono dati appuntamento in centro per fare volantinaggio e denunciare la riforma Gelmini e «l'eccessiva repressione» nei confronti delle loro proteste. «Nelle ultime settimane sono stati recapitati decreti penali di condanna a quattro compagni del nostro movimento per i fatti della manifestazione del 6 novembre 2009», spiega Simone, uno studente dell'Iti. A questi si aggiungono le denunce di febbraio per l'occupazione del Nautico. Provvedimenti che, per il collettivo, sono pretestuosi. Gli studenti sono comunque d'accordo che è giusto far proseguire l'anno scolastico. «Non è colpa dei dirigenti - continua Giulia - ma del Governo. Per questo passeremo ad altre forme di protesta. Abbiamo intenzione di organizzare lezioni in piazza per tutti gli istituti cittadini e, per quanto riguarda il classico, corsi pomeridiani di archeologia, psicologia e altre materie tagliate dalla riforma».