Rafforzata la vigilanza, arrivano gli agenti a cavallo Il Galoppatoio. È la parte più degradata della villa, di notte è scenario anche per incontri a luci rosse I fischietti. Per Viviana Piccirilli ci vorrebbe una vigilanza fissa con i guardiani dotati di fischietto La parte più degradata è quella dal lato dello storico Galoppatoio. Di giorno semi-deserto, con qualche ubriaco che si aggira barcollando tra i cespugli e le enormi prese d'aria dal sottosuolo che sbucano nella boscaglia. Di notte, invece, scenario per incontri a luci rosse, fra viados, «marchettari» e clienti. Rifiuti, odori nauseabondi, cartacce e bottiglie vuote, cancelli chiusi con i lucchetti nel vano tentativo di impedire l'accesso a una parte dell'area. Scale di servizio che portano nei seminterrati usate ancora oggi come dormitori dai clochard. Qui, tempo fa, venne anche violentata una ragazza senza casa da un gruppo di balordi. Borghese è anche questo, a pochi metri da piazzale Brasile, da Porta Pinciana e da via Veneto. Le auto scorrono veloci sul Muro Torto, e nessuno sembra accorgersi di quello che accade poco più in là, oltre una siepe. Da ieri la polizia ha rafforzato la vigilanza anche da questa parte del parco. Con agenti a cavallo, fuoristrada, pattuglie in borghese. Gli uomini, coordinati dal vice questore aggiunto Lucia Muscari, battono a tappeto tutta la zona. Più o meno tutti i senza tetto sono conosciuti, e descritti come persone tranquille, anche se in cerca di giacigli di fortuna. Quelli che preoccupano sono gli intrusi della notte. Un altro volto da dimenticare della villa, oltre a quello. storico e artistico, già più volte deturpato dai vandali. Teppisti che, come è stato accertato dagli investigatori, domenica scorsa si sono accaniti con una sega per tagliare il collo bronzeo del Ninfetto nella fontana dei Satiri. Niente a che vedere con i nasi rotti o con le decapitazioni delle copie dei busti che adornano i viali alberati. Un salto di qualità, se così si può definire un atto di teppismo, che ora preoccupa E non poco. «E' desolante assistere a quello che sta accadendo nel parco - sottolinea Viviana Piccirilli Di Capua, presidente dell'Associazione degli abitanti del Centro storico - un gioiello come questo andrebbe controllato di più. E non mi riferisco a quello che fanno le forze dell'ordine. Serve una vigilanza fissa: penso ai guardiani con il fischietto che circolavano per i giardini quando eravamo bambini. Dovremo adoperarci tutti per il recupero e la conservazione di Villa Borghese - aggiunge la presidente - ogni giorno riceviamo segnalazioni dagli abitanti. Sappiamo che cercano di insegnare ai loro figli come avere rispetto per giardini come questo, ma toccherebbe anche alla scuola intervenire per educare i più giovani». E mentre l'associazione sta studiando un sistema per rendere fattibile il progetto per applicare dei pannelli sulla statua di Pasquino («E impedire che il busto "parli" con pezzi di carta incollati sul monumento restaurato», spiega ancora la presidente Piccirilli Di Capua), sotto accusa è finita anche la parziale chiusura della villa, con le inferriate limitate soltanto alla zona che si affaccia su via Pinciana Dopo il tramonto l'area è deserta. «Alla fine è un parco sempre aperto, il vero problema è questo - spiega un pensionato che spinge la carrozzina del nipotino vicino alla Galleria Borghese - i controlli ci sono, ma servono fino a un certo punto: di notte la situazione è incontrollabile perché chiunque può entrare. I risultati si vedono la mattina successiva, purtroppo...».