Se non si facesse un torto alla Storia, l'Arco della Pace farebbe meglio a cambiare nome. Nella sua storia recente, infatti, di tranquillità ne ha conosciuta ben poca. L'ultimo episodio risale a ieri, quando alcuni passanti hanno segnalato alla polizia locale che alcuni pezzi di marmo si erano staccati dal suo rivestimento. Oggi il soprintendente Bruno Artioli compirà un sopralluogo insieme alla ditta che ha eseguito i restauri. Già, perchè giusto pochi mesi fa, il monumento era uscito da un'opera di restauro e pulizia durata anni, durante i quali era rimasto del tutto oppure in parte coperto da orrende impalcature. Ancora qualche anno prima, per proseguire nella lista degli sfregi, gli avevano costruito a fianco un enorme "matitone" con incluso ascensore che consentiva ai visitatori di raggiungere il tetto e ammirare da vicino le statue bronzee che lo incoronano. Più giù, alla base, è stato preso di mira dai graffitari, tanto da dover essere recintato con una orrenda palizzata metallica. E in epoca più recente, nell'indifferenza delle istituzioni e complice la "distrazione" della polizia locale che ha a pochi passi un suo gabbiotto di sorveglianza, si è trasformato anche in un dormitorio per cinesi. Altro che pace.