Al Museo nazionale aprono le sale che per nove mesi sono state interessate dai lavori di ristrutturazione A metà mese verrà restituita al pubblico anche la Battaglia di Isso Tra gli affreschi non esposti lEracle e Telefo staccato dalla basilica di Ercolano Un milione di tessere compone il mosaico della battaglia di Isso tra Alessandro Magno e Dario III nel 333 a. C. È il più grande emblema figurato - delimitato da cornice - restituito dal mondo antico, e a metà novembre sarà di nuovo visibile al pubblico del Museo archeologico nazionale. Dopo nove mesi riapriranno la collezione dei mosaici e il gabinetto segreto, che ospita opere a soggetto erotico provenienti dalla Campania come il tripode con satiri itifallici. Grande cinque metri per tre, il mosaico di Alessandro fu staccato nellOttocento dalla casa del Fauno di Pompei. Il tempo è sospeso nella composizione fitta di personaggi, mentre le lance e lunico albero rappresentato restituiscono la dimensione spaziale. Le stesse sale ospitano circa una sessantina di pezzi, un tesoro finora negato al pubblico. È il paradosso dellarte prigioniera dei musei italiani per interminabili lavori di manutenzione, mancanza di spazio e personale, scarsità di fondi. «Vogliamo restituire alla città il più alto numero possibile di collezioni - spiega la direttrice del Mann Valeria Sampaolo - Bisogna puntare sulla comunicazione, adeguare i servizi ai tempi per attrarre un pubblico vasto. Registriamo oltre 300mila visite lanno, ma sono poche considerata limportanza della collezione». Oltre ai cinquemila pezzi esposti, infatti, il Mann conserva centinaia di migliaia di opere nei suoi cinque depositi che misurano seimila e duecento metri quadri, ovvero appena trecento mq in meno delle sale aperte al pubblico. Ma un gran numero di colonne e altri pezzi si trovano anche lungo i cortili interni del museo. Tra gli affreschi invisibili, incanta "Eracle e Telefo" (I secolo d. C.) staccato dalla Basilica degli scavi di Ercolano nel Settecento. Leroe ritratto di spalle è con il figlioletto allevato da una cerva in Arcadia. Accanto ai capolavori però ci sono anche le tavole con i commenti dei clienti dei lupanari o i programmi elettorali. Un unicum il "Cavallo Mazzocchi", che faceva parte di una quadriga bronzea; è una rarità anche la "Artemide arcaistica": la statua mostra Diana che allungando il passo allarga le pieghe della veste.