A metà luglio, dopo circa ventanni di lavori, tra rinvii e problemi di degrado, si era concluso il restauro dellArco della Pace tornato al suo antico splendore. Ieri, sono già dovuti intervenire i vigili del fuoco per un crollo di calcinacci e pezzi di intonaco. Che per fortuna non ha causato feriti. I pompieri si sono limitati a delimitare la zona. Dato che per il momento non possono operare ed effettuare controlli, visto che la zona è sotto la competenza della sovrintendenza dei Beni Culturali. «Sono molto sorpreso la finalità del restauro non era stata solo di pulitura, ma anche di consolidamento e dimessa in sicurezza dellopera - commenta a caldo il sovrintendente Alberto Artioli che annuncia per oggi un sopralluogo dei Beni Culturali - Mi risulta che limpresa che ha fatto i lavori aveva effettuato dei controlli dettagliati, ma evidentemente qualche particolare deve essere sfuggito. È presto per trarre delle conclusioni. Prima dobbiamo vedere sul luogo». E dire che il vicesindaco Riccardo De Corato aveva pronosticato che il pericolo sarebbe arrivato dai clochard che avrebbero trasformato di nuovo il monumento in un dormitorio. «Se non si realizzerà una cancellata - aveva detto - torneranno». Invece, i guai che hanno messo già fuori uso lArco attraversato nel 1859 da Vittorio Emanuele II e Napoleone III, sono arrivati dai calcinacci. I lavori di restauro erano stati per anni «messi a dura prova da finanziamenti non del tutto continui» - come aveva sottolineato il giorno della riapertura il direttore regionale per i beni culturali, Caterina Bon Valsassina. Lassessore comunale alla Cultura Finazzer Flory aveva definito allora lArco della Pace un emblema della «pace tra città e cittadini», non «più una barriera contro la nostra storia, ma un passaggio simbolico per cambiare la nostra storia verso la conoscenza di Milano come città darte». Ora bisognerà aspettare i rilievi della Sovrintendenza. Per capire se il crollo di ieri è un caso isolato e quando rimuovere le transenne. (a. m)