UN'ORCHESTRA a rischio stipendio suona dentro una biblioteca che non ha più i soldi per tenere aperte le sale il pomeriggio. L'alleanza tra il Maggio musicale e la Nazionale che mettono in comune la protesta contro i tagli alla cultura è la fotografia dello stato del nostro paese. «Dopo quattordici anni e mezzo di lavoro me ne vado piena di rimpianti», confessa la direttrice dell'istituto Ida Fontana che dal 29 novembre lascerà l'incarico. «Ho visto andarsene prima di me oltre 170 colleghi, disperdendo le loro competenze e questo è un grande peccato. In organico siamo 195 e qui per far funzionare le cose dovremmo diventare almeno 500. Certo, qualche importante risultato siamo riusciti comunque ad ottenerlo, è terminato il restauro di molti libri e di tutti i giornali alluvionati, abbiamo rifatto i tetti, avviato la digitalizzazione dei testi antichi ma tantissimo resta da fare. A cominciare dal bookshope dallo spazio espositivo che ci permetterebbe di allestire delle vere mostre dei tanti tesori che appartengono ai cittadinie che quasi nessuno riescea vedere». Lei al concerto non si è fatta vedere: «A ciascuno il suo ruolo», spiega, «non è stata la Biblioteca a promuovere il concerto e io resto nel mio ufficio a lavorare. Ovviamente ringraziando tutti per l'impegno e sapendo che anche queste cose servono a tenere desta l'attenzione sulla Nazionale». L'assessore regionale alla Cultura Cristina Scaletti, seduta in prima fila accanto a Valdo Spini, è convinta che il sostegno del Maggio sia più che un fatto simbolico: «Questo è un grido di disperazione per quello che sta accadendo a due tra le massime eccellenze culturali della Toscana e del nostro paese», dice Scaletti. «Deve essere chiaro il tentativo di delegittimare il sistema culturale regionale e italiano, mobilitarsi è necessario». Spini ricorda cosa diceva Eugenio Garin: «Il giorno in cui sarà più facile studiare l'Umanesimo e il Rinascimento in una università americana aperta dalle 8 alle 22 e dotata di tutte le più sofisticate tecnologie piuttosto in una biblioteca di Firenze, quel giorno per Firenze sarà finita». Il sindaco Renzi chiama al telefono, scusandosi: «Sono con tutti voi ma davvero non ce la faccio a passare di persona». In compenso, oltre alla sala, si riempiono corridoie scalinate della Biblioteca, mentre fuori chi non è riuscito a trovare posto segue il concerto su due maxischermi. E quando arriva il coro diretto da Domenico Pierini intona il Va' pensiero qualcuno si alza in piedi. "O mia patria, sì bella e perduta...", come si fa a resistere.
FIRENZE - Il Maggio conforta la Nazionale
La direttrice dell'Istituto Ida Fontana, biblioteca a rischio stipendio, annuncia di lasciare l'incarico dopo 14 anni e mezzo. La biblioteca ha bisogno di più personale per funzionare correttamente, ma non ha i soldi per aumentare il personale. La direttrice lamenta di aver visto andarsene oltre 170 colleghi e di aver perso competenze preziose. La biblioteca ha ottenuto alcuni risultati importanti, come il restauro di libri e giornali, ma ci sono ancora molte cose da fare. La direttrice non ha partecipato al concerto organizzato per promuovere la biblioteca, che è stato seguito da pochi persone.
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