ROMA Divisa in tre parti, da 11 mesi depositata nel cortile di una caserma isolata nella campagna romana, la stele di Axum da simbolo della vittoria è diventata simbolo della discordia. Sulla decisione del governo di restituire all'Etiopia il monolitico testimone della supremazia fascista sul paese africano nel 1938, pendono infatti dubbi pesanti almeno quanto i tre blocchi di basalto che compongono il millenario monumento funerario: l'inopportunità della restituzione, il rischio di danneggiamento della stele durante il trasporto, la non disponibilità del fondo già stanziato per l'operazione. Tra i sostenitori del "partito" dell'inutilità, Domenico Gramazio di An, che contro la restituzione della stele di Axum ha costituito un comitato che si appresta alla mobilitazione. «La prossima settimana faremo un sit-in nel cortile della caserma della polizia Gelsomini di Ponte Galeria, vicino a Roma, dove si trova il monumento», annuncia il senatore che per far restare il trofeo di memoria mussoliniana nella sua patria adottiva ha già raccolto 4.800 firme. «Le consegneremo tutte al ministero degli Esteri pei chiedere che la stele venga rimessa dov'era e sottoposta al principio di extraterritorialità e che nella zona dove dovrebbe essere ricollocata in Etiopia, venga invece costruito un ospedale per i bambini di quel paese che in quasi il 50 per cento dei casi non raggiungono il sesto mese di vita». Gli addetti ai lavori confermano, per parte loro, che la decisione è ormai presa e che se la stele non è ancora ripartita per l'Etiopia è solo per problemi tecnici ed economici. «Il fondo stanziato per il viaggio e il rimontaggio in loco della stele è di circa 2 milioni di euro, ma i soldi in realtà non sono in cassa», ha spiegato il professor Giorgio Croci, ordinario di tecnica delle costruzioni, e responsabile del pool di esperti incaricato dello smontaggio e del montaggio della stele e a chi come Gramazio paventava il possibile deterioramento o danneggiamento dell' obelisco risponde: «È ridicolo. Per secoli la stele è stata esposta alle intemperie dato che è stata per anni esposta ai danni dello smog di Roma e per quanto riguarda il rimontaggio il monumento non corre nessun rischio di. danneggiamento. Gli unici problemi -ha spiegato - sono di ordine tecnico perché l'aeroporto di Axum è a 2000 metri di quota, le strade sono tortuose, e c'è il problema di portare in Etiopia i mezzi di trasporto su terra». Ma cosa pensano gli Etiopi della questione? Risponde Hewan Teka Leggese, attrice nella vita, ma che del rimpatrio della stele ha fatto il suo cavallo di battaglia: «Gli etiopi rivogliono la stele di Axum spiega e in proposito si è espresso anche il nostro primo ministro Meles Zenawi chiedendo esplicitamente al governo italiano la restituzione. Per noi la proseguito l'attrice, nata a Macallè - la restituzione della stele è un segno di pace. Ne ho parlato con il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani durante la Mostra del cinema di Venezia e domani incontrerò alcuni parlamentari italiani per sostenere la causa della restituzione della stele». Ironico, come sempre, Vittorio Sgarbi: «Se il governo Berlusconi doveva proprio fare qualcosa di sinistra poteva liberare Adriano Sofri». Ma poi, alla luce della sua passata esperienza di sottosegretario ai beni culturali, spiega: «L'idea di restituire la stele di Axum all'Etiopia risale ad una volontà dell'Ulivo, poi accolta da Scalfaro e da Francesco Rutelli che nel '97 avevano stabilito il ritorno in patria dell' obelisco di piazza Capena, a Roma».
Raccolta di firme per far restare in Italia la stele di Axum
La stele di Axum, un monumento funerario etiope, è stata depositata nel cortile di una caserma romana da 11 mesi. Il governo italiano ha deciso di restituirla all'Etiopia, ma ci sono dubbi sulla decisione. Il senatore Domenico Gramazio ha costituito un comitato per mobilitare contro la restituzione, mentre il professor Giorgio Croci ha spiegato che il problema è tecnico e economico. Il governo ha stanziato 2 milioni di euro per il viaggio e il rimontaggio della stele, ma i soldi non sono in cassa. Gli Etiopi rivolgono la stele di Axum e il primo ministro Meles Zenawi ha chiesto esplicitamente la restituzione.
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