CHE il Famedio avesse bisogno di un restauro urgente il sindaco l'aveva già detto ad agosto quando alcuni pezzi di soffitto caddero di fianco alla tomba di Alessandro Manzoni. «Non può restare in queste condizioni - aveva dichiarato Letizia Moratti - tutti gli interventi necessari verranno fatti al più presto. Lavoriamo per migliorare l'immagine della città». E proprio all'immagine della città deve aver pensato ieri quando, durante la tradizionale cerimonia della giornata dei defunti, ha visto cadere dalla volta a destra del pantheon di Milano due pezzetti di intonaco color blu dell'affresco evidentemente rovinato dall'umidità. Schegge che si sono depositate al suolo proprio davanti a lei che, incredula, ha alzato gli occhi al cielo per controllare le condizioni delle volta del «simbolo della città», dove appunto vengono ricordati i cittadini illustri e dove ieri sono stati iscritti quindici nuovi nomi. Tre mesi dopo l'annuncio, dunque, le condizioni del Famedio sono ancora le stesse: infiltrazioni d'acqua che hanno rovinato le decorazioni, qualche goccia di pioggia che penetra e il muro che si sgretola. «Il Famedio è nel mio cuore come tutti i cimiteri della città- spiega Stefano Pillitteri, assessore con delega ai servizi cimiteriali - , ma purtroppo devo fare i conti con le disponibilità del mio bilancio. I cimiteri di Milano hanno altre priorità. Finora i pochi soldi che sono riuscito ad avere ho preferito spenderli per garantire una fruibilità accettabile dei sette luoghi sacri». Al momento, quindi, il restauro non è in agenda, nonostante le garanzie del sindaco. L'agibilità invece è garantita. I sopralluoghi fatti nei mesi scorsi hanno permesso di tenere aperta la struttura e di celebrare la giornata di ieri. Quest'anno il Comune ha scelto di ricordare gli attori Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, due nomi che per la prima volta sono stati scritti sulla stessa riga per ricordare la vicinanza con cui hanno passato l'intera vita, lo storico dell'arte Guido Ballo, il "padre" del Sacrario dei Caduti Giuseppino Bossi, il presidente delle Acli, Lorenzo Cantù, i giornalisti Piero Colombie Gian Maria Gazzaniga, la fondatrice del movimento dei Focolari, Chiara Lubich, lo scrittore Giorgio Manganelli, il presidente della Lilt, Gianni Ravasi, il mezzosoprano Giulietta Simionato, la musicista Niny Comolli, l'ex presidente di Milano Ristorazione Ivan Dragoni, i fondatori del Milan e dell'Inter, rispettivamente Herbert Kiplin e Giorgio Muggiani e l'ex assessore alla Cultura, Francesco Ogliari.