COME il capitano galattico di uno di quei cartoni giapponesi anni Ottanta, Claudio Sabatini sale sul tetto della sua stazione del futuro e va alla conquista dello spazio, quello che gli serve ad allargare il palasport di Casalecchio. "Il futuro è oggi" è il nome scelto per battezzare la presentazione, domattina a Palazzo Malvezzi, dell'accordo territoriale per il polo funzionale nella zona della Futurshow Station. Il padrone della Virtus ha già incassato il via libera della Provinciae dei comuni interessati (Casalecchio e Zola). È un'operazione che prevede investimenti per quasi 65 milioni. Di questi, 12 serviranno per migliorare la viabilità e ampliare la stazione ferroviaria, quasi 14 per i servizi, altri 27 milioni per realizzare gli spazi commerciali. Alla fine l'opera avrà un valore di circa 100 milioni e, come si evince dalle delibere di approvazione, includerà 17 mila metri quadri di superficie commerciale e 10 mila per strutture direzionali. L'ampliamento della Futurshow è un vecchio pallino di Sabatini, che poco più di un anno fa aveva presentato il restyling della struttura. Quel progetto, finanziato in buona parte da Credito Sportivo e Unipol, sarà parzialmente modificato: in particolare, l'aspetto finale si preannuncia differente dal disegno originario firmato dall'architetto giapponese Shigeru Ban. Il piano svelato nel 2009 prevede inoltre l'ampliamento della capienza a 10 mila spettatori per il basket e 18 mila per i concerti, oltre alla realizzazione di tre musei (sport, musica, innovazione). Sabatini stappa lo champagne, insomma, proprio mentre il Bologna Fc si ritrova alle prese con i problemi finanziari, lo sfratto da Casteldebole, il difficile dialogo con il Comune per l'affitto del Dall'Ara. E ciò finisce per alimentare le voci che lo danno pronto ad accollarsi il club rossoblù, nell'ipotesi in cui la guerra fredda fra Menarini e Porcedda dovesse produrre un'altra rivoluzione. «Non scherziamo, io non ho i mezzi per prendere il Bologna - ripete da giorni Sabatini - , resto solo dell'idea che per i nostri due club collaborare sia un dovere, più che un'opportunità. Ho incontrato l'amministratore delegato Marras, che ha sul suo tavolo le mie proposte. Mi piacerebbe conoscere personalmente anche il presidente Porcedda». Tra gli inviti della Virtus al Bologna, quello di festeggiare insieme il Natale, il 21 dicembre alla Station, per sommare pubblico, sponsor e contributi. Spariti Romilia e Parco delle Stelle, il plastico di Sabatini è l'unico che ha avuto la benedizione delle concessioni edilizie. Ma il patron virtussino continua a seguire anche l'affare PalaDozza, mentre il subcommissario Michele Formiglio dialoga con i titolari della convenzione (i costruttori Melegari e Ragni e la Fortitudo srl di Sacrati) per concordare un piano di rientro del debito di 6,4 milioni sborsati dal Comune. Sabatini potrebbe entrare in scena in una seconda fase per riempire le casse del palazzo, organizzando a piazza Azzarita eventi e spettacoli di audience minore rispetto alla Station.
BOLOGNA - Sabatini allarga la Station un affare edilizio da 60 milioni
Il padrone della Virtus, Claudio Sabatini, ha presentato un accordo territoriale per il polo funzionale della Futurshow Station a Casalecchio. L'accordo prevede investimenti per quasi 65 milioni, di cui 12 per la viabilità, 14 per i servizi e 27 milioni per gli spazi commerciali. L'opera avrà un valore di circa 100 milioni e includerà 17 mila metri quadri di superficie commerciale e 10 mila per strutture direzionali. Sabatini ha anche presentato un progetto per il restyling della Futurshow, finanziato in buona parte da Credito Sportivo e Unipol.
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