È attesa da due anni l'inaugurazione della galleria del Pulo A gennaio del 2009 l'annuncio. Sono disponibili duecentocinquantamila euro per il Museo archeologico del Pulo. Ad oggi quel Museo è ancora chiuso. In compenso l'amministrazione comunale ha approvato interventi di manutenzione per circa 20mila euro. Per evitare, si intende, che la struttura, che intanto resta chiusa, possa deperire. Troppo presto e troppo poco per urlare allo «spreco», ma certo fa specie il fatto che quella struttura sia chiusa al pubblico nonostante l'apertura, già due anni fa, sembrava imminente. Secondo fonti non ufficiali l'inaugurazione del Museo, destinato ad ospitare tutti i reperti che i lavori di riattamento e gli scavi nel Pulo hanno riportato alla luce, potrebbe arrivare con la prossima primavera. Ma si tratta di ipotesi e auspici. Le difficoltà maggiori, per l'apertura della struttura al pubblico, sarebbero riconducibili, neanche a dirlo, alla gestione e alle spese che ne potrebbero derivare. Nel frattempo a costi si aggiungono costi e il Museo civico archeologico resta lettera morta. I 250mila euro, stanziati nel 2009, hanno consentito la realizzazione delle opere strutturali e degli impianti di sicurezza che consentiranno anche ai portatori di handicap e agli anziani con problemi di deambulazione l'accesso alla Casina Capelluti, il palazzo che ospiterà il Museo. Il progetto, finanziato con fondi Cipe, rientrava nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro denominato «Beni e attività culturali» sottoscritto dal Comune e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il progetto prevedeva la realizzazione di un basolato livellato in pietra per il pavimento, la rimozione della barriere architettoniche, l'attivazione di un ascensore interno, la realizzazione di un'area parcheggio, rampe di collegamento fra le strade e i marciapiedi, aiuole lungo il viale di ingresso con siepi e arbusti ornamentali. «Abbiamo già completato l'allestimento dei reperti archeologici ritrovati nella famosa dolina carsica molfettese grazie all'attività specialistica di catalogazione a al supporto scientifico della Soprintendenza Archeologica - commentò allora l'assessore al Turismo, Leo Petruzzella - potenzieremo l'illuminazione interna con nuovi faretti e proiettori, forniremo la galleria al piano terra di una nuova teca espositiva e provvederemo alla ristrutturazione del portale esterno con l'installazione dell'insegna del museo». Eravamo a gennaio del 2009. Da allora sono passati quasi due anni, ventidue mesi per la precisione. E quasi trecentomila euro.