Il concerto. La direttrice Antonia Ida Fontana non assiste alla manifestazione contro i tagli alla cultura del governo «Ho lottato, ho dato tutto. E ora lascio con la consapevolezza di aver fatto tanto per la Biblioteca, tutto quello che era possibile». A tre settimane dal pensionamento, la direttrice Antonia Ida Fontana saluta la sua Biblioteca Nazionale con «un po' di amarezza» ma anche con orgoglio. E senza prendere parte alla manifestazione-concerto che ha visto ieri pomeriggio l'Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino al gran completo eseguire pagine di Verdi e Puccini nella Sala Galileo al piano terra di piazza de' Cavalleggeri, con la direzione di Domenico Pierini. È rimasta chiusa nel suo studio per tutta la durata del concerto, perché l'evento era caratterizzato come una manifestazione anti-governativa, contro i tagli alla cultura, e secondo lei il suo ruolo istituzionale le imponeva di mettersi in disparte. Avrebbe anzi «preferito che il concerto si tenesse altrove, non è più tempo di concerti ma di riflessioni... Però sorride, alzando un po' le spalle l'Associazione dei lettori lo ha voluto fortemente e si sono dimostrati così appassionati che non potevo dir loro di no». Circa duecento persone, 150 tra la Sala Galileo, le scale antistanti, il corridoio del primo piano, e i restanti 50 fuori, in piazza davanti al maxi-schermo (la cui installazione è stata voluta dalla Regione che ha sostenuto l'evento), hanno assistito ieri al concerto di reciproca solidarietà tra i due massimi enti culturali fiorentini che versano in grave crisi finanziaria e occupazionale, la Biblioteca Nazionale e il Maggio Musicale. Presenti in sala il capogruppo della lista Spini in Palazzo Vecchio, Valdo Spini, e l'assessore alla cultura della Regione Cristina Scaletti che ha ribadito come contro i tagli servano «tante cose, anche questo concerto che vede uniti due istituzioni fondamentali per la Toscana e per l'Italia». Mentre Andrea Marcucci, responsabile cultura per il Pd della Toscana, ha annunciato che a giorni presenterà una proposta di legge per istituire un gratta e vinci finalizzato alle due Biblioteche Nazionali. «L'emergenza non è finita», spiega l'Associazione dei lettori tramite la portavoce Michela Nacci, docente di Storia delle dottrine politiche all'Università de L'Aquila: «Con i 50.000 euro erogati dal Governo riusciremo ad andare avanti solo fino a marzo, poi il problema si riproporrà. Se non indicono concorsi, che mancano da 25 anni, in Nazionale non ci rimarrà più nessuno a lavorare». «L'emergenza è finita» è invece l'opinione della direttrice Fontana: «Graziata dai tagli in cui invece incorreranno tutti gli altri enti culturali, la Biblioteca è stata messa in grado di sopravvivere anche per il 2011». Anche se, la stessa Fontana osserva, «per un'istituzione come la nostra sopravvivere non è sufficiente». Un problema che dovrà affrontare il suo successore, chiunque sarà, tra meno di tre settimane.