E' italiano e, quasi certamente, romano. E' donna e ha più di quarant'anni. Ha un alto livello di scolarizzazione ma. anche se può sembrare ingeneroso, non ama i Capitolini, emblema della nostra cultura fatta museo. E' il ritratto del frequentatore tipo dei 19 musei capitolini che emerge da una ricerca alla quale già da un bel po' sta lavorando l'Ufficio Marketing e Promozioni della Sovrintendenza Comunale. Una ricerca che a breve sarà presentata ufficialmente ma che già da ora è in grado di offrire parecchi spunti di riflessione per gli addetti ai lavori. «Disegnare un identikit del frequentatore dei nostri musei è un passo obbligato per capire in che direzione andare - spiega l'assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna nel commentare i primi risultati della ricerca - perché pur considerando il vero e proprio boom di frequenze registrato in questi ultimi anni vogliamo comunque capire come intercettare quelle fasce di utenti ancora non attratti da questo genere di offerta culturale». E i dati, in effetti, aiutano molto. Perché si scopre che quasi il 60 dei visitatori annuali (la ricerca fa riferimento al 2003 con 850 mila biglietti staccati) è italiano, sfatando il mito che solo gli stranieri vanno nei musei. E si scopre ancora, quasi con sorpresa, che ben l'89 di questi italiani appassionati d'arte sono romani o del centro Italia e, di questi, il 58 sono donne. Oltre la metà, infine, supera i quarant'anni e ha un alto livello di scolarizzazione. Mentre tra gli stranieri sono i cugini d'Oltralpe a farla da padroni, seguiti da Americani e Giapponesi. «In questo modo si individuano fasce di pubblico che possono essere raggiunte con campagne promozionali, con offerte particolari, con biglietti studiati appositamente», aggiunge ancora Borgna. Per esempio è singolare che dei 166 mila visitatori annuali dei Musei Capitolini, la nostra perla espositiva di ricchezze classiche, l'80 è rappresentato da stranieri. «Un buon motivo per indagare sul perché i romani frequentino così poco il loro storico museo - continua l'assessore Borgna - e sicuramente un buon motivo per studiare un'offerta ad hoc per il cittadino della capitale, magari un biglietto con prezzo molto promozionale che inviti a tornare più di una volta». Certo è che l'assessorato alle Politiche Culturali già da tempo ha messo sotto osservazione le caratteristiche del fenomeno "visitatore" e in qualche caso ha già provato piccoli "esperimenti". «La decisione della Giunta Capitolina di ridurre ad un euro per i prossimi due anni l'entrata al Macro in concomitanza del suo ampliamento va interpretata anche come una forma dì sperimentazione rispetto alla fruibilità dell'arte contemporanea - conclude Borgna - questo biglietto simbolico infatti ci permetterà di capire se un'arte innovativa come la contemporanea che, per sua natura, attira un pubblico giovane, sconta l'incidenza di un prezzo d'ingresso troppo elevato oppure se la sua caratteristica fondante è quella di rimanere arte di nicchia che esclude per definizione le grandi masse di visitatori».
Musei, assalto in rosa
Un'indagine ha rilevato che il 60% dei visitatori annuali dei musei Capitolini è italiano, con l'89% proveniente dal centro Italia, il 58% donna e oltre la metà superiore ai 40 anni con un alto livello di scolarizzazione. Gli stranieri, invece, sono principalmente francesi, americani e giapponesi. L'indagine suggerisce che i romani frequentino poco i musei Capitolini e che un'offerta ad hoc possa essere utile per aumentare la frequenza. L'assessorato alle Politiche Culturali sta già lavorando su questo tema e ha provato sperimentazioni, come la riduzione del prezzo d'ingresso al Macro a un euro per due anni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo