Il governatore: "Non stiamo fermi ma servono 3 miliardi" La polemica "Si discute con la Prestigiacomo di un accordo che, se tutto va bene, ci darà 126 milioni" Ferri del Pdl lo accusa di mistificare la realtà e di fare sciacallaggio Tre miliardi risolverebbero lemergenza, oggi, nel 2010. Ma la mappa Ronchi sul dissesto idrogeologico che metteva la lente dingrandimento sulla Toscana è del 97. Nel frattempo? «Il ministro Ronchi prevedeva anche forti stanziamenti che non sono mai stati fatti. E così oggi siamo punto e a capo a calcolare quanti soldi ci servirebbero, se venisse fatto un piano nazionale di investimenti. Tre miliardi, appunto. Invece discutiamo col governo di 126 milioni che, se tutto va bene, la prossima settimana saranno messi a disposizione grazie ad un accordo firmato tra Stefania Prestigiacomo e lassessore allAmbiente Bramerini: il governo ne mette 67, il resto la Regione. Ed è già stabilito che 29 milioni andranno alla zona di Massa per frane e alluvioni. In più abbiamo ancora 25 milioni di fondi comunitari per il rischio idrogeologico e 17 milioni per quello sismico e dobbiamo garantire di spenderli il più rapidamente possibile. Questo è il massimo dello sforzo che possiamo fare ma è anche un risultato miserrimo rispetto ai bisogni reali». Intanto arrivano 68 milioni per lalluvione dello scorso Natale. La Toscana passa da unemergenza a unaltra. «Però non siamo stati certo con le mani in mano, sul Serchio si è lavorato. La Regione ha destinato 60 milioni alla ricostruzione e tutti i lavori sono già appaltati. Di più: il 95 per cento dei cantieri è in funzione. E ci tengo a ricordare che una delle prime delibere fatte dalla nuova giunta è stata un piano straordinario di 44 milioni in 3 anni, che si aggiungono ai 30 già in bilancio, per la cura dei boschi, la regimazione di ruscelli e fiumi e la manutenzione del sistema idrogeologico minore senza la quale gli altri interventi sarebbero inutili». Il Pdl la attacca, il consigliere regionale Ferri dice che addossare al governo le responsabilità della tragedia avvenuta a Massa significa "mistificare la realtà e sciacallare su un dramma". Cosa risponde? «Che senza i soldi non si può mettere in sicurezza il territorio e che i soldi vanno trovati. Noi quelli che abbiamo li spendiamo, se lo Stato vuole fare un piano serio di investimento sul futuro deve trovarli. Lo potrà fare tassando le rendite finanziarie e i grandi patrimoni, questo è lo strumento. In più il governo potrebbe sbloccare il patto di stabilità almeno per quei Comuni che hanno bisogno di investire sulla prevenzione del rischio». Il sindaco di Massa però fa anche autocritica, dice che il piano regolatore della città è del 1980 e che "prima di allora sono state costruite 11 mila case abusive". «So che il sindaco sta predisponendo il nuovo piano strutturale e credo che sia questa loccasione per rimediare gli errori fatti nel passato. Quella zona, sia per come è conformata sia per il suo sviluppo urbanistico che è stato prima incontrollato e poi congestionato e poco ordinato, ha bisogno di attenzione e controlli particolari. Occorre che le previsioni urbanistiche siano compatibili con la situazione idrogeologica e poi bisogna sanare lesistente, metterlo in sicurezza, renderlo più robusto e sicuro. Magari anche permettendo in certi casi un aumento di volumi a patto che vengano fatte le opere necessarie per la sicurezza. E possibile fare di questo una vera priorità regionale? O vogliamo fingere che queste tre morti siano un incidente dovuto a una caduta di pioggia eccezionale? Vorrei che si comprendesse una volta per tutte che gli investimenti sulla prevenzione fanno risparmiare dolori e vittime».