NON è ancora legge, il Pgt. Eppure, quando la battaglia sull' urbanistica sta per entrare nel vivo, è il Piano di governo del territorio a fare da traino al mercato dell' edilizia. Perché se la crisi che ha immobilizzato investimenti e cantieri non è del tutto alle spalle, l' Associazione dei costruttori annota una miniripresa nel 2010. E tra le cause indica proprio la previsione delle nuove regole. Le gru, sostengono, hanno ripreso a spuntare numerose in città. «Soprattutto per le nuove costruzioni», spiega con un certo ottimismo il presidente dell' Ance, Claudio De Albertis. È lui a legare questa rinnovata attività al Piano: «Molti operatori hanno preferito presentare i propri progetti adesso, prima del Pgt, per non correre il rischio di interrompere poi i procedimenti in atto, realizzati sulla base del vecchio Piano regolatore». De Albertis nota anche un altro "effetto Pgt": «Il documento potrà far abbassare il valore generale delle aree e, di conseguenza, quello delle case. Un fenomeno che sta già avvenendo». A certificare la ripresa dei primi mesi del 2010 sono soprattutto gli oneri di urbanizzazione che il Comune incassa per ogni cantiere aperto: lo scorso anno si sono fermati a 123 milioni; alla fine dell' estate il contatore è arrivato a oltre 85 milioni e, secondo le proiezioni dell' Ance,a fine dicembre dovrebbe raggiungere quota 127. Ma se il mattone torna a crescere, quella del Pgt è ancora una corsa a ostacoli verso l' approvazione in consiglio comunale: non oltre il 14 febbraio. Per modificarlo c' è ancora tempo: entro il 15 novembre si potranno presentare le osservazioni. Dovrebbero essere migliaia e, per riuscire a rispondere, Palazzo Marino si è attrezzato con una task force di 100 esperti. Anche l' Ance, che promuove il Piano, presenterà richieste di modifica «per rendere più chiare e gestibili le regole»: tra queste, l' aumento dell' incentivo del 5 di "premio volumetrico" per i condomini che ristruttureranno secondo criteri di risparmio energetico e la libertà di scelta tra la tipologia di intervento (case in vendita, affitto, alberghi low cost...) all' interno della percentuale (il 35) di housing sociale obbligatoria in ogni progetto. Il centrosinistra, a cominciare dai candidati alle primarie, boccia il Piano che in 26 grandi aree dagli scali ferroviari alle ex caserme - promette 3 milioni quadrati di verde in più e quasi sei milioni di nuove costruzioni, l' equivalente (nelle zone più dense) di 161 Pirelloni in più. Uno scenario che invece piace al presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, che ha commentato: «Una città con qualche Pirellone in più mi piacerebbe, mai grattacieli devono essere fatti vivere». L' imprenditore guarda all' Europa: «Berlino è un ottimo riferimento culturale, con grattacieli che vengono fatti vivere con i servizi. La polemica sui Pirelloni, però, è un falso problema. Il Pgt dà inizio a un processo che sarà tanto più virtuoso quanto più sarà gestito, e credo che non facciano bene né gli allarmismi né la faciloneria». Nel dibattito irrompe anche Futuro e libertà. La formazione finiana si riunirà domani per «scegliere un gruppo di esperti - spiega l' assessore Giampaolo Landi di Chiavenna - che ci aiuti a capire il Piano e, nel caso, sia a disposizione della città per le osservazioni».