Sono felice di apprendere della consegna alla città del restaurato Palazzo delle ex Poste centrali, sede oggi della Soprintendenza ai beni culturali. E' un pezzo di storia e d'arte del patrimonio cittadino che fa parte della grande produzione artistica che ha caratterizzato la nostra città per tutto il Novecento fino ad oggi. Dal monumento al Redentore eretto proprio nel 1900, alle architetture di epoca fascista tra le quali, insieme all'ex Gil, alla palestra Bilotta, ai palazzi del Fascio e delle Finanze, al sanatorio Dubini, allo stadio Palmintelli anche lo stesso Palazzo delle Poste; ancora in epoca fascista il Monumento ai Caduti e negli anni Cinquanta il palazzo della Banca d'Italia e più di recente le sculture in pietra di Sabucina di Cumbo e le architetture contemporanee di alcune chiese cittadine. Spero che questo restauro sia l'occasione per riscoprire un pezzo di questa storia artistica contemporanea che ho brevemente riassunto nei suoi punti salienti e che possa anche essere occasione per riscoprire la storia passata del sito oggetto del restauro, antica sede della chiesa di Sant'Antonino, di cui si potrebbe perpetuare la memoria attraverso la collocazione di un pannello esplicativo con foto d'epoca in piazza Marconi. Da questo restauro sarebbe bello partire poi anche per una rivalutazione del patrimonio architettonico prodotto in città negli ultimi centodieci anni: dal riassetto del piazzale del Redentore con la pulitura del basamento di Ernesto Basile, alla riapertura al pubblico del parco Dubini presso l'omonimo polo ospedaliero; dalla pulitura del basamento del Monumento ai Caduti alla rilettura in chiave contemporanea del palazzo della Banca d'Italia secondo il progetto "Walking on the ribbon", magari collocando anche in questo caso un pannello esplicativo con una foto d'epoca che ritragga il precedente palazzo in stile Floreale. La città negli ultimi cinquant'anni ha prodotto mostruosità architettoniche sia in contesto civile che religioso, deturpando irreparabilmente l'aspetto e l'assetto urbanistico nel suo complesso; tuttavia vi sono esempi positivi o che possono diventare tali con le dovute trasformazioni che meritano di essere valorizzati per un rilancio concreto anche della storia artistica contemporanea più recente della nostra città. Luigi Garbato 02112010
SICILIA - La città ha recuperato un pezzo del suo patrimonio storico
Il Palazzo delle Poste centrale di una città è stato restaurato e sarà sede della Soprintendenza ai beni culturali. Questo edificio fa parte della produzione artistica del Novecento e del patrimonio cittadino. Il palazzo ha una storia artistica contemporanea che include opere di artisti come Sabucina di Cumbo. Il restauro è anche l'occasione per riscoprire la storia del sito, antica sede della chiesa di Sant'Antonino. La città ha prodotto opere architettoniche negative negli ultimi cinquant'anni, ma ci sono esempi positivi che meritano di essere valorizzati. Il restauro del palazzo è l'occasione per rivalutare il patrimonio architettonico prodotto in città negli ultimi decenni.
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