Da ieri l'Efebo, la statua in marmo bianco raffigurante un giovanetto greco risalente al 470 avanti Cristo e uno dei simboli della grecità agrigentina, è in esposizione nella "Sala degli atleti" del prestigioso "Paul Getty Museum" di Malibù a Los Angeles tra i più importanti musei del mondo. L'Efebo, (o "Kouros" come viene più comunemente chiamato) in accordo con l'assessorato Beni Culturali della Regione Sicilia, è stato dato in prestito dal museo archeologico di Agrigento, all'istituzione californiana per un periodo di sei mesi e farà quindi rientro a "San Nicola" solo nell'aprile del prossimo anno. Per garantire il trasferimento della statua, una scultura di "stile severo", e mettersi al riparo da eventuali danneggiamenti, il Paul Getty Museum ha stipulato con la Regione una polizza assicurativa di oltre dieci milioni di euro. Ora che il prezioso reperto fa bella mostra di se a Malibù, pronto per essere osservato dagli oltre 500 mila visitatori che annualmente affollano le sale del "Getty Center", negli Stati Uniti è partita contestualmente una massiccia campagna di Comunicazione relativa all'esposizione, particolarmente attesa dagli appassionati di storia antica, e che rilancerà l'immagine della "Città' dei templi" in tutto il mondo. Dal quotidiano "Los Angeles Times" alle riviste specializzate e ai numerosi siti internet, ovunque appare in queste ore l'immagine dell'Efebo di Agrigento del fotografo Angelo Pitrone, e pare che le richieste e le prenotazioni per visitare il "pezzo siciliano" stiano subendo una vera e propria impennata. A coordinare tutte le delicate fasi dell'imballaggio e del trasferimento da Agrigento a Los Angeles dell'Efebo è stato, su delega dell'assessorato regionale Beni Culturali, l'archeologo Giuseppe Castellana, già responsabile del museo archeologico ed oggi direttore del Parco Archeologico Valle dei templi. Non è la prima volta che il museo di Agrigento presta alcuni dei suoi "pezzi" più pregiati al Getty Center. Nei mesi scorsi era già stato inviato a Malibù il "Cratere grande di Gela" opera del pittore greco Deniobili che, dopo un'esposizione di sei mesi, proprio in queste ore sta per fare ritorno nella sua teca del museo di San Nicola. Dunque un buon successo per le opere d'arte greca di Agrigento che si stanno trasformando in veri e propri "testimonial" della storia e della civiltà agrigentina. "E in futuro - spiega il dott. Castellana - il museo di Agrigento sarà nuovamente chiamato a collaborare, prestando altri suoi pezzi, con il Getty Center per l'allestimento di una grande mostra sul'arte greca in Sicilia". La nuova collaborazione scientifica tra la Sicilia e i grandi musei del mondo è frutto soprattutto dell'intuizione del già assessore regionale ai Beni Culturali, Gaetano Armao che ha deciso di utilizzare, per promuovere la Sicilia, non già sofisticate campagne pubblicitarie internazionali, ma semplicemente mandando in giro per il mondo i pezzi più pregiati della nostra storia. LORENZO ROSSO 02112010
SICILIA - L'Efebo da Agrigento a Los Angeles
La statua in marmo bianco dell'Efebo, un giovanetto greco risalente al 470 a.C., è stata data in prestito al Paul Getty Museum di Malibù per un periodo di sei mesi. La statua, uno dei simboli della grecità agrigentina, è stata scelta per garantire il trasferimento e proteggere il pezzo da eventuali danni. Il museo ha stipulato una polizza assicurativa di oltre 10 milioni di euro per coprire eventuali danni. La statua farà ritorno al museo di San Nicola in aprile.
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