Val di Noto (Sicilia). I giudici danno ragione ai petrolieri texani e torna in pericolo la tutela paesaggistica della Valle tra Noto, Ragusa e Modica, area inserita nella lista del patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. L'inizio della vicenda risale al 2004, quando la Regione Sicilia concede alla società petrolifera americana Panther Oil la possibilità di trivellare nella valle; l'anno seguente grazie alle associazioni ambientaliste cresce forte la protesta, raccontata anche da «Il Giornale dell'Arte», e il Governo blocca i permessi che però sono di nuovo concessi sei mesi dopo da una sentenza del Tar. Nel 2007 il quotidiano «la Repubblica» riapre la protesta raccogliendo 30mila firme di persone indignate e la Panther Oil rinuncia a trivellare, ma poi il Tar dà di nuovo ragione agli americani e tutto riparte. Un'altra sentenza del Tribunale amministrativo l'anno seguente riblocca tutto, ma pochi giorni fa una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) riapre la contesa e i petrolieri si preparano a scavare tra i centri del Barocco siciliano. Tre anni fa, rinunciando, il presidente della Panther Jim Smitherman aveva detto: «Non cerchiamo petrolio, ma solo gas e il gas è pulito» . Ora tuttavia hanno cambiato opinione e pare che l'azienda stia anche pensando a richiedere i danni per lo stop forzato degli ultimi due anni, anche se non è detto si trivelli: il governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo infatti dice: «Siamo contro le speculazioni». di Stefano Luppi