Con la firma dell'atto costitutivo, questa mattina a Palazzo Reale, nasce dopo lunga gestazione la «Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino», che per la prima volta in Italia vedrà uniti enti pubblici e privati nella gestione e nella valorizzazione di una istituzione museale. Un'esperienza pilota, di durata trentennale, inevitabile esempio per le altre analoghe che dovrebbero proporsi presto in tutto il Paese. Già oggi i soci fondatori (ministero dei Beni culturali, Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt) indicheranno i propri rappresentanti nel consiglio d'amministrazione, n presidente, espresso per statuto dal ministero, è stato indicato da tempo: sarà Alain Elkann. Subito dopo, probabilmente fin dalla prossima riunione, il cda dovrà procedere a un adempimento cruciale, la nomina del Comitato scientifico, che sarà composto da 7 membri, «scelti tra personalità di riconosciuto prestigio nel campo della cultura e dell'arte» (art. 11 dello Statuto). Quindi bisognerà scegliere il Direttore, con tempi prevedibilmente più lunghi e secondo modalità ancora da definire: al momento si propende per un bando di gara internazionale, aperta a professionisti «di specifica e comprovata esperienza nei settori di attività del Museo e della Fondazione e nella gestione di istituti ed enti analoghi» (art. 10). Rispetto alla figura del vecchio Soprintendente, il nuovo Direttore avrà un più marcato profilo manageriale, con compiti amministrativi e gestionali: per questo la scelta non sarà rivolta necessariamente all'ambito degli egittologi. Alla Fondazione il ministero per i Beni culturali conferisce il Museo, comprensivo della sede attuale e delle collezioni, mentre gli altri soci versano 750 mila euro a testa, che in parte andranno a costituire il capitale non disponibile e in parte serviranno per l'avvio della gestione. Ma l'impegno finanziario più rilevante è quello diretto alla ristrutturazione e al riallestimento che dovrebbero trasformare il museo, restituendo alla piena fruibilità e comprensibilità un patrimonio unico, oggi ricoperto da una spessa - non solo metaforica - patina di polvere. Si tratterà di raddoppiare la superficie espositiva, con l'acquisizione dell'ala dell'Accademia delle Scienze attualmente occupata dalla Galleria Sabauda, ma anche di predisporre spazi per mostre temporanee e convegni, per biblioteche, istituti di alti studi egittologia, aule multimediali. Un lavoro che dovrebbe essere concluso entro il 2011, in tempo per il 150 anniversario dell'unità d'Italia, e non richiederà la chiusura delle sale. Uno studio preliminare ha quantificato l'onere finanziario in 57 milioni di euro, 25 dei quali già stanziati dalla Compagnia di San Paolo.
MUSEO EGIZIO - Dopo le nomine la grande ristrutturazione
La Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino è nata con la firma dell'atto costitutivo a Palazzo Reale. L'esperienza pilota è stata realizzata con la collaborazione di enti pubblici e privati. I soci fondatori hanno indicato i propri rappresentanti nel consiglio d'amministrazione. Il presidente del consiglio d'amministrazione sarà Alain Elkann. Il cda dovrà nominare il Comitato scientifico e il Direttore. Il Direttore avrà un profilo manageriale e gestionale. Il ministero per i Beni culturali ha conferito il Museo alle Fondazione. Gli altri soci verseranno 750 mila euro ciascuno.
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