Quando Gianni Alemanno annunciò la sua intenzione di far sfrecciare fra le strade dellEur i bolidi da trecento chilometri lora della Formula Uno si poteva magari pensare a un tardivo rigurgito marinettiano dellattuale primo cittadino. Insomma, a una nostalgia anacronistica per un modernismo daltri tempi: nei quali non esisteva neppure in embrione quella cultura della responsabilità ambientale che, viceversa, negli ultimi decenni è diventata un banco di prova cruciale soprattutto per le scelte degli amministratori pubblici locali. Ora però, cammin facendo, la vicenda si sta caricando di contorni chiamiamoli così per il momento che la colorano di tinte ben più inquietanti. Nel bel mezzo del caldo agostano in Campidoglio è stato presentato un progetto per la costruzione di un paio di imponenti palazzoni si parla di circa 80mila metri cubi in unarea dellEur che risulta invece destinata a verde attrezzato. Prima del Consiglio comunale, la proposta sarà esaminata dalla Conferenza dei servizi il 9 novembre. Il legame con la corsa automobilistica sta nel fatto che Ente Eur e Comune di Roma intenderebbero dare gratis i terreni alla società costruttrice in cambio dellesecuzione da parte di questultima di varie opere necessarie allallestimento del favoloso Gran Premio. A questo punto ogni ironia su possibili reminiscenze marinettiane lascia il campo a dubbi ben più seri e prepotenti che riguardano la genesi delloperazione. Non si vorrebbe che la Formula Uno anziché essere il fine principale del Campidoglio sia piuttosto il mezzo abilmente escogitato per aggirare ogni vincolo contro la cementificazione di una non piccola porzione di verde pubblico allEur. Tocca al sindaco Alemanno offrire ai cittadini chiarimenti rigorosi in materia.