GiornI di festa. Calata la sera, piazza Plebiscito accoglie cittadini e i pochi turisti al buio. Il censimento delle luci è una lista nera. I lampioni di Palazzo Reale sono tutti fulminati, anche dal lato di Piazza Trieste e Trento. I fari, che illuminavano le statue dal basso, sono spenti e danneggiati. Anche lilluminazione sotto il colonnato è ormai inesistente: tutti i punti luce sono fulminati. E i quattro lampioni della piazza sono poco più che dei lumicini. Tre percorsi di luce: Palazzo Reale, colonnato di San Francesco e piazza. E tre diverse istituzioni competenti. Nel primo caso è la Soprintendenza, per il porticato si fa capo al fondo per gli edifici di culto e quindi alla Prefettura e per la piazza, infine, la competenza è di palazzo San Giacomo. E allinterno della stessa amministrazione comunale la gestione della piazza ricade sotto diversi assessorati: Luigi Scotti (per illuminazione e sicurezza), Mario Raffa (per tavolini e commercio), Diego Guida (per Decoro Urbano), Graziella Pagano (Turismo). Troppe competenze. Troppe frammentazioni. Piazza Plebiscito è vittima di un cortocircuito istituzionale. E il risultato è: buio in piazza. A complicare una situazione già intricata cè anche la Soprintendenza, che da un anno e mezzo rimanda al mittente il progetto della Citelum (società che gestisce lilluminazione in città) per lilluminazione della piazza. «Piazza Plebiscito dà limmagine della decadenza della città: lilluminazione è il biglietto da visita e il primo tassello per la sicurezza - attaccano il presidente della I Municipalità Fabio Chiosi e il vice Maurizio Tesorone - La piazza è oggettivamente insicura. La notte ci sono strani giri e anche i motorini che imperversano e usano la piazza come una pista». La proposta di Chiosi è «di far vivere, illuminare e utilizzare piazza Plebiscito come luogo di ritrovo, sul modello di piazza del Campo a Siena, cioè con locali, bar, ristoranti, nonché punti di ritrovo culturale sotto il colonnato». I vari assessorati competenti (edilizia, arredo urbano, cultura, commercio, sicurezza) non hanno mai elaborato un piano comune. «Perciò avevamo chiesto al Comune di individuare un unico referente, oppure di istituire un tavolo tecnico», conclude Chiosi. La I Municipalità attacca. Ma il Comune risponde. Replica lassessore al Turismo, Graziella Pagano: «Chiosi deve sapere, visto che da cinque anni è attento presidente della Municipalità, che cè un progetto della Citelum che da un anno e mezzo la Soprintendenza manda avanti e indietro, perché non si capisce dove e come vada sistemato limpianto di illuminazione. Credo che proprio in questi giorni il progetto sia tornato indietro per lennesima volta. E intanto, ritardi burocratici a parte della Soprintendenza, per Natale con la Regione illumineremo la piazza. Anche se questo sarà un fatto episodico. Anche noi stiamo lavorando per una soluzione definitiva». E lassessore al Decoro Urbano Diego Guida: «Appena mi sono insediato ero riuscito a ottenere un finanziamento di 9 milioni di euro per quattro percorsi di luce da Castel dellOvo a piazza Dante, passando appunto per piazza Plebiscito. Ma questi fondi sono stati congelati come tutti».