Per i più piccoli c'è il gioco dell'ape, all'inseguimento del simbolo araldico per esplorare Palazzo Barberini, o quello del drago, per scoprire la Galleria Borghese. Quello delle tre spade, neanche a dirlo, per avventurarsi nella Galleria Spada e quello della linee alla Galleria Corsini. Tra l'arpa Bernini e le antiche spinette del Museo degli Strumenti Musicali -ma anche nelle altre sedi del Polo Muse-ale romano- ci saranno invece concerti di musica da camera per crescere, come indica il titolo del progetto didattico, con l'arte e le note. Perché i gioielli conservati nelle preziose raccolte della Capitale si scoprono anche così: coinvolgendo studenti di ogni età in una straordinaria caccia al tesoro, in visite e percorsi tematici e soprattutto nei progetti sperimentali congiunti tra scuola e museo, elaborati dagli insegnanti insieme al Servizio educativo della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano (tel. 068413979). Ricchissimo il programma delle nuove iniziative culturali, che lo scorso anno hanno visto la partecipazione di circa 2.600 studenti, per la maggior parte della prima infanzia e delle elementari, ma pure di adulti, iscritti alle università della Terza età, a cui sono stati dedicati anche corsi pratici sulle antiche tecniche. E per tutti, riapre adesso il laboratorio della Galleria Borghese, dove oltre ai seminari sulla pittura e la ceramica, si svolgerà anche -ed è la novità di quest'anno- un percorso sul restauro rivolto ai bambini, guidato dalle restauratrici dell'Icr che hanno riportato all'antico splendore la scultura di Paolina Borghese. «Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un'escalation di retorica sul patrimonio storico-artistico che ha continuato a battere sul tasto economicistico», ha sottolineato ieri il Soprintendente Claudio Strinati, presentando l'ottava stagione delle attività didattiche. «Quando sono intervenuti gli economisti, non è stato difficile spiegargli -ha continuato il Professor Strinati- che i beni culturali non generano ricchezza come il petrolio e che i più grandi musei del mondo chiuderebbero subito senza i contributi statali. Ma il museo non è solo luogo della conservazione, è anche il luogo della formazione». «E solo la conoscenza e la consapevolezza da parte di tutti -ha commentato la direttrice della Galleria Borghese, Alba Costamagna- può proteggere il nostro patrimonio». Chiaro, dunque, l'obiettivo delle attività educative del Polo Museale Romano, che come a Firenze si sono rivelate un servizio trainante: facilitare l'accesso al maggior numero possibile di persone e alle fasce in difficoltà. Proprio a questo dovrebbe servire il finanziamento europeo di 48mila euro (destinati a formare nuovi operatori, che la domenica dovrebbero svolgere le attività ad ingresso gratuito, mentre il costo, per ogni classe, parte da 50 Euro) attualmente bloccato, per un cavillo formale, alla Regione Lazio. «Speriamo di sbloccare rapidamente quei fondi, ma certo anche le scuole, da quest'anno, potranno spendere di meno», afferma Paola Mangia, direttore del Servizio educativo della Soprintendenza. Intanto, ecco i temi della nuova stagione: "Bernini l'artista del sogno", "Il mito e le Metamorfosi di Qvidio", e infine "Il colore nell'arte contemporanea", incentrato sull'aspetto tecnico, alla scoperta delle opere del Novecento rilette in rapporto al passato.