Broccoli: «Di valore ma senza mercato» E' stata rubata la notte scorsa la testa di un gruppo di bronzo della fontana dei Satiri, a Villa Borghese, a pochi metri dal famoso laghetto. Il sovrintendente Broccoli: «Il reperto è di valore, ma troppo noto per avere mercato". Nella notte di Halloween hanno fatto saltare la testa al piccolo satiro al centro della scultura di bronzo conosciuta come la Fonte Gaia, a Villa Borghese. Sono stati i poliziotti a cavallo, ieri mattina, a verificare quello che era accaduto, poche ore prima nella notte, nel grande parco. E così sono iniziati i primi sopralluoghi. E la Sovrintendenza comunale ha già presentato al Patrimonio tutela artistico la denuncia per furto aggravato, con la foto di quel bimbo,di bronzo, dati, ogni indicazione possibile del prezioso reperto. «Prezioso, certo, ma senza mercato - spiega Umberto Broccoli, sovrintendente ai beni culturali di Roma - Possono essere state solo persone che vanno a rubare la testa delle statue perché non hanno la loro. Questa testa, come l'altra di Mephisto recuperata qualche giorno fa a Ostia, sono pezzi troppo conosciuti, troppo noti, catalogati, fotografati da tutte le forze dell'ordine anche per il mercato clandestino». Secondo i primi accertamenti, la testa del bimbo di bronzo sarebbe stata «tagliata, la scultura non può essere stata colpita con un sasso o un martello, altrimenti anche sul collo del bimbo ci sarebbe una taglio diverso, più frammentato». La scultura, nota anche come la fontana dei Satiri realizzata nel '29 da Giovanni Nicolini, si trova al centro del Giardino del lago, fa parte dell'immenso patrimonio della Villa, solo nella villa ci sono circa altre quindici fontane. Basta entrare dall'ingresso di Belle Arti e prima di arrivare davanti al magico laghetto di Villa Borghese, ecco che i tre satiri bruni accolgono il visitatore con sorrisi e grappoli d'uva. Ora del bambino con le zampe di capra è rimasto il suo corpo, il padre e la mamma ninfa pare lo sorreggano, ebbri di felicità per quel dono che ora gli è stato strappato. Il gruppo scultoreo è arricchito alla base da una fontana di conigli, (da cui prende il nome fonte Gaia). Al tramonto, sotto la pioggia, alcuni turisti chiedono informazioni, di quell'opera si sa poco, e allora un ragazzo che organizza i giri in bici racconta quello che sa della fonte Gaia e la descrive come può. Ce ne sono tanti di tesori nella Villa nel cuore di Roma, per questo da un anno e mezzo la Sovrintendenza ha intensificato i controlli in alcune aree, e ha chiesto l'aiuto a tutte le forze dell'ordine, polizia, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, «perché è solo così che si possono preservare e proteggere alcuni beni preziosi da deturpazioni e atti vandalici». Perché ognuno faccia la sua parte: dalle persone che lavorano, ventiquattr'ore su ventiquattro e pure con la reperibilità, alla centrale di monitoraggio, dove arrivano le immagini di quasi duemila telecamere, all'intervento dei vari soggetti. Il passaggio delle forze dell'ordine è costante, ormai in Villa, un impegno preso con il sovrintendente Broccoli che sta portando a dei risultati contro i vandali, ma anche il mercato clandestino delle opere. Un esempio: quattro giorni fa la guardia di Finanza ha ritrovato la testa del Mephisto, appartenente al gruppo marmoreo dedicato a Goethe, trafugato sempre a villa Borghese qualche settimana fa. Il capo di marmo era "custodito" da una coppia di romeni che abitavano in una tenda nella pineta di Ostia. Secondo le prime indagini, la scultura era destinata al mercato clandestino di reperti archeologici.