«La Cgil continuerà la battaglia» Presto le pale eoliche a Marianopoli Marianopoli. Il segretario provinciale della Cgil, Salvatore Lomabardo, a distanza di tempo è tornato sulle polemiche in merito al parco eolico di Marianopoli, in occasione del trasporto dei grandi tralicci del parco. «E dunque fra qualche ora - scrive Lombardo - il parco eolico previsto sulle "Rupi di Marianopoli" (Sic), nel territorio di Caltanissetta sarà realizzato. A nulla sono valse le proteste della Cgil e delle associazioni ambientaliste (Lega Ambiente - Lipu - Italia Nostra) e dei cittadini di Marianopoli. A nulla sono valse le stesse prescrizioni del Decreto dell'Assessorato regionale all'Industria che imponevano di distanziare le pale eoliche di almeno 500 metri dal Sito di Interesse Comunitario entro cui ricade parte dell'impianto. Nei ricorsi delle predette associazioni ma anche nella petizione di numerosi cittadini di Marianopoli si metteva in luce anche i discutibili nulla osta della Soprintendenza ai Beni culturali e della Provincia». Lombardo quindi ricorda che «più volte sono stati, invano, invitate le Istituzioni coinvolte (sindaci e Consigli comunali di Marianopoli e Caltanissetta) a rivedere le loro posizioni politiche in modo da evitare lo scempio di un territorio di alto valore naturalistico, paesaggistico ed archeologico, vincolato dalla stessa Regione, a fronte di un'eventuale riduzione impercettibile di immissione nell'aria di CO2 e nella considerazione che la rete elettrica siciliana non potrebbe sostenere ulteriori impianti. In definitiva, si sottolineava come al danno si sarebbe potuto aggiungere la beffa: da una parte la distruzione del territorio e dall'altra le Pale ferme come in altri numerosi impianti eolici della Sicilia. «Si ribadiva con forza -aggiunge - che anche nel caso di funzionamento dell'impianto, il bilancio beneficicosti sarebbe stato negativo. Infatti, al Comune di Marianopoli, che avrebbe avuto la distruzione totale delle "Rupi" distanti non più di 250 metri dall'abitato, sarebbe stato destinato solo un piattino di lenticchie rappresentato da miseri contributi economici, qualora il Parco entrasse in funzione, e di qualche regalia per le festività estive, mentre un piatto intero ma sempre di lenticchie sarebbe andato al Comune di Caltanissetta incredibilmente insensibile e disinteressato alla "bellezza" del proprio territorio forse perché distante dalla città (20 Km circa)». Lombardo annunzia che «la Cgil non si rassegna e continuerà la sua battaglia di lotta e di denuncia e chiede agli Enti interessati (Regione, Soprintendenza Archeologica, Uffici Tecnici della Provincia e dei Comuni di Marianopoli e di Caltanissetta) di controllare se ci sono stati abusi e se sono state rispettate le autorizzazioni. La storia dirà poi le motivazioni di un assenso ad un impianto eolico che distruggerà un paesaggio unico, un ambiente incontaminato dove nidificavano rari uccelli rapaci ed erano presenti molte specie di farfalle e una flora eccezionale caratterizzata da numerosi endemismi siciliani e da diverse specie di orchidee. Vedremo poi se ci saranno stati a meno accordi sotto banco e promesse clientelari di vario genere. Le uniche cose certe per ora sono che le responsabilità politiche resteranno per sempre per avere fatto installare delle "croci" alte 120 metri che segnaranno la morte di un territorio incontaminato». 29102010
SICILIA - Le pale eoliche a Marianopoli distruggeranno un paesaggio unico: vedremo se ci sono stati abusi
La Cgil ha annunciato che continuerà la battaglia contro il parco eolico di Marianopoli, in Sicilia, nonostante le proteste e le prescrizioni. Il parco, previsto sulle "Rupi di Marianopoli", sarà realizzato nonostante le distanze troppo vicine dal Sito di Interesse Comunitario e le prescrizioni del Decreto dell'Assessorato regionale all'Industria. La Cgil ha denunciato gli abusi e le violazioni delle autorizzazioni, e chiede ai Enti interessati di controllare se ci sono stati abusi. Il parco eolico sarà realizzato nonostante le proteste dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, e nonostante la distruzione del territorio e la perdita di specie rare.
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