museo archeologico. Studiosi a confronto sulle risorse ambientali e gli impianti produttivi Ha preso il via ieri pomeriggio al museo archeologico, il seminario "Risorse ambientali e impianti produttivi a Gela nell'antichità". E questa la prima di una serie di iniziative legate ad un progetto sulle risorse ambientali antiche che abbraccia nel suo complesso sia l'Italia meridionale che la Sicilia. La scelta di Gela, come primo sito campione delle attività scientifiche previste dal progetto, nasce dalle numerose ricerche che, grazie alla lungimirante apertura e disponibilità del direttore del Parco archeologico e ambientale di Gela, arch. Salvatore Gueli, già da qualche tempo si stanno conducendo sui reperti del Museo e che vedono coinvolti sia studiosi di scienze umanistiche come sono gli archeologi che studiosi di scienze esatte cioè geologi, fisici, chimici delle Università di Messina e Catania. L'incontro che si svolge in due giorni, non ha la veste di convegno ma di seminario, un'occasione di confronto pubblico tra studiosi di discipline diverse, ma con il medesimo obiettivo scientifico, cioè quello di contribuire, con metodologie e tecnologie innovative, alla ricostruzione della storia di Gela, una storia che mai nessuno ha studiato a fondo e messo a conoscenza di tutti. Nella due giorni del seminario che iniziato ieri pomeriggio, continua anche oggi sono previste relazioni di personalità scientifiche di spicco dalle Università di Lecce, Cattolica di Milano, Ca' Foscari di Venezia, e in particolare dell'autorevole studioso di metodologie della ricerca archeologia Daniele Manacorda, dell'Università di Roma Tre, che concluderà i lavori. Il seminario è articolato in sessioni, di cui la prima è dedicata alle risorse ambientali del territorio; seguono poi le sessioni relative alle diverse classi di reperti archeologici - terracotta, intonaci, metalli, vetri, pietra - e infine la sessione riguardante le prospettive di ricerca tra archeologia e archeometria a Gela. M.C.G. 23102010