Io non so proprio a che cosa si deve l'insulto al Museo Archeologico Paolo Orsi, la più importante istituzione culturale di questa città, contenuto nell'articolo «Non cimiteri delle opere d'arte, ma Musei come luoghi di identità collettiva», (apparso su La Sicilia del 24 ottobre) Io non so proprio a che cosa si deve l'insulto al Museo Archeologico Paolo Orsi, la più importante istituzione culturale di questa città, contenuto nell'articolo «Non cimiteri delle opere d'arte, ma Musei come luoghi di identità collettiva», (apparso su La Sicilia del 24 ottobre). Sarà forse, l'atmosfera avvelenata di questi tempi che tocca in modo acido soprattutto i più «deboli». Forse, senza esagerare, è solo questione di piccole arroganze tipiche dei tuttologi di provincia, o - e io opterei per questa ipotesi - effetto di grande, vistosa ignoranza: «Scientia non habet inimicum nisi ignorantem». Per questo dico a Concetta Ciurcina, che non è necessario spiegare quello che è il Museo Paolo Orsi e l'attività svolta in questi ultimi anni, perché l'ignorante vero, per natura, non si migliora, resta tale e, per giunta, inimicus! Una cosa è certa e posso testimoniarla avendo lavorato per vent'anni per «fare» questo Museo, anche se qualcuno ogni tanto vuole dimenticarlo, e cioè, che, dal giorno dell'inaugurazione (8 gennaio 1988) a oggi il Museo Paolo Orsi ha avuto costanti aggiornamenti espositivi in rapporto alle più importanti ricerche archeologiche condotte sul terreno (per esempio piazza Duomo di Siracusa, Necropoli greche di Siracusa, Castelluccio, Thapsos, Teatro greco di Siracusa), e alle più rilevanti operazioni di restauro (statuaria ellenistico-romana, vasellame dall'età greca arcaica all'età tardo romana, mosaici ecc.). Il Museo di Siracusa è stato, inoltre, come ha voluto dimostrare Concetta Ciurcina, importante luogo di comunicazione culturale non solo a livello scolastico, ma anche a livello specialistico come sede di convegni nazionali e internazionali su tematiche storico-archeologiche e di metodologie di ricerca, oltre a farsi promotore e partner di numerose mostre e esposizioni particolari, tutte operazioni accompagnate da puntuali pubblicazioni su singoli temi. Nel quadro di queste operazioni non può non ricordarsi l'ultimo, eccezionale, autentico evento espositivo costituito dall'apertura al pubblico del «Medagliere», unico al mondo nel suo genere. Non mi spreco, poi, a dire dei riconoscimenti avuti dal nostro «cimitero di opere d'arte». Ricordo solo che è stato definito: «modello di presentazione museografica» (A. Pasquiez, direttore del Louvre, «inserito nel tessuto della museologia internazionale» (P. E. Arias); «capolavoro, esemplare come distribuzione, come didattica, come luce» (Federico Zeri). Questo per quanto riguarda qualche piccolo giudizio di specialisti, per non dire dell'enorme successo avuto nelle presenze di visitatori a tutti i livelli. Ricordo, a tale proposito, che poco dopo l'inaugurazione del Museo un gruppo di cittadini siracusani mi chiese se esisteva una forma di abbonamento al Museo! Ultimo, but not least, avete notato come nell'articolo cui si fa riferimento, fra le istituzioni locali, qui in provincia, non si fa nessun cenno a quello che in Sicilia è il tempio della cultura etnoantropologica che è la Casa Museo Antonino Uccello e si menziona in particolare la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Floridia? Bene, ho cominciato con una frase latina, chiudo allo stesso modo, con le parole di Cicerone, per dire che gli accusatori (illi qui accusant) sovente sono quelli che lo fanno «gloriae causa atque ostentationis» per «amore di gloria e desiderio di mettersi in vista». Soprintendente emerito ai Beni Culturali e Ambientali primo direttore e ora direttore onorario del Museo Paolo Orsi 31102010
SICILIA - In difesa del Museo Archeologico Paolo Orsi
Il direttore emerito del Museo Paolo Orsi, un importante istituzione culturale di Siracusa, ha risposto all'articolo "Non cimiteri delle opere d'arte, ma Musei come luoghi di identità collettiva" in cui è stato criticato il Museo Archeologico Paolo Orsi. Il direttore sostiene che l'articolo è stato scritto da persone che non conoscono il Museo e che hanno fatto piccole arroganze. Egli ricorda che il Museo ha avuto costanti aggiornamenti espositivi e ha ospitato convegni e mostre importanti. Ha anche menzionato i riconoscimenti ricevuti dal Museo, come essere stato definito "modello di presentazione museografica" e "capolavoro" da esperti.
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