Sul merito e sul metodo di questo strumento di pianificazione urbanistica il Consiglio provinciale ha dibattuto per quasi 4 ore Sui pro e contro del Piano paesistico, sul merito e sul metodo di questo strumento di pianificazione urbanistica il Consiglio provinciale ha dibattuto per quasi 4 ore. Ad inizio di seduta l'assessore al Territorio e Ambiente, Salvo Mallia, ha ripercorso le tappe della mancata concertazione con la Sovrintendenza di Ragusa e della decisione di ricorrere al Tar insieme agli altri 11 comuni della Provincia (Vittoria non ha scelto la strada del ricorso amministrativo) per sospendere l'adozione del Piano decretato ad agosto dall'assessore Armao. Mallia ha detto che la vicenda viene seguita su due piani: uno legale col ricorso al Tar e l'altro politico non tralasciando la soluzione istituzionale. Durante il dibattito sono emerse anche posizioni contrastanti all'interno degli stessi gruppi. Il gruppo consiliare di Sinistra Europea non ha la stessa posizione perché i consiglieri Abbate e Mustile la pensano in modo diverso. Abbate considera "il piano anacronistico che colpisce in modo diffuso senza una logica di sviluppo l'intero altopiano ibleo penalizzando le aziende agricole e zootecniche", mentre, Mustile ritiene che il territorio vada tutelato individuando zone di pertinenza per artigianato e industria ed ha stigmatizzato la gestione esclusiva della sovrintendente nella definizione del piano". Il consigliere Mandarà (Pdl) ha auspicato un Piano a misura d'uomo ma anche d'impresa, mentre, Barrera ha ritenuto lo "strumento calato dall'alto" ed ha fatto appello al governatore Lombardo di sensibilizzare il nuovo assessore Messineo ad avviare la concertazione per rivedere il Piano. Piuttosto critico l'intervento di Galizia (Gruppo Sicilia) sulle procedure utilizzate dalla soprintendente e dall'assessore regionale Armao per adottare il Piano che deve tener conto delle istanze del mondo agricolo su cui vive l'economia iblea. Per Angela Barone (Pd), il Piano deve essere portatore di interessi collettivi e sulle procedure adottate dagli organi regionali ha rilevato "una forzatura delle regole e delle procedure amministrative". Il presidente del Consiglio provinciale, Giovanni Occhipinti, ha posto forti rilievi sulla "ratio" di tutto il piano che soggiace "a particolare interessi lobbistici di area catanese che si manifestano su più fronti". Occhipinti ha auspicato "una rivolta civile della popolazione contro questa sorta di colonizzazione del territorio ibleo". Franco Poidomani (Gruppo Misto) ha auspicato invece che il Piano si faccia con un processo democratico e non in "modo superficiale e poco condiviso dal territorio che ha il diritto di essere ascoltato". Ha rilevato che il piano è privo della Valutazione Ambientale Strategica. Giovanni Iacono (IdV) ha ribadito il suo "sì" convinto al Piano, "necessario per tutelare il territorio e non saccheggiarlo con operazioni indiscriminate di cementificazione". Per Bartolo Ficili (Udc) invece con questo Piano "il territorio viene ad essere violentato". 31102010