"Salviamo Villa del Casale dalle cupole". L'appello è stato lanciato all'Unesco da una parte del mondo accademico italiano. A guidare la fronda degli intellettuali, decine di docenti e studiosi di quasi tutte le università italiane, in tutto 90 firme, tra le quali 11 di ordinari di restauro architettonico, l'ingegnere piazzese Fausto Carmelo Nigrelli, professore dell'università di Catania. Chiedono una difesa dell'impostazione culturale e museografica dell'attuale copertura della Villa Romana del Casale, una corretta valutazione storiografica dell'opera realizzata dal professor Franco Minissi e la più ampia pubblicità e trasparenza di ogni decisione che riguardi il monumento. Il loro appello sarebbe finito sul tavolo del ministero dei Beni Culturali e su quello dell'assessorato regionale dei Beni Culturali. Nel documento viene affermata la convinzione storica secondo la quale «non debba essere rimessa in discussione la straordinaria impostazione culturale Brandi-Minissi che portò alla riproposizione, con materiali e tecnologie contemporanee, dei volumi originari della Villa tardo-imperiale, consentendo il mantenimento del rapporto tra il monumento e il suo contesto». L'architetto Minissi, il padre dell'attuale copertura, negli anni Sessanta tradusse in termini architettonici le idee dello storico dell'arte Cesare Brandi. "Il tackle scivolalo con il quale si sta tentando di proporre la cosiddetta soluzione del cupolone rischia di spezzare le gambe a chi stava correndo verso la rete, cioè al progetto, già approvato in fase preliminare e quindi condiviso, del Centro regionale per il restauro», commenta Nigrelli.